verso il voto
Carlo Lucarelli (foto Ansa)
«Sono d’accordo con Paolo Bolognesi, senza una magistratura indipendente le cose non funzionano e anche i processi sulla strage di Bologna si sarebbero fermati molto prima». Lo scrittore e giornalista Carlo Lucarelli, intervistato a margine da InCronac@ durante la conferenza stampa in Comune di presentazione del terzo Festival Lectura Mundi di stamattina, condivide la posizione dell’ex presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 Agosto. Quest’ultimo, in un articolo pubblicato sul “Corriere di Bologna” lo scorso 27 febbraio, ha attaccato il fronte del «Sì» affermando che, se oggi fosse in vigore la nuova legge sulla giustizia, una strage come quella di Bologna resterebbe impunita.
«Non voglio dire che chi abbia proposto la riforma sia un affiliato alla P2», continua Lucarelli, riferendosi al dibattito scoppiato intorno alle dichiarazioni del figlio di Licio Gelli, riportate il 1 marzo su “Il Fatto Quotidiano”, in cui Maurizio Gelli ha confermato quello che era già nelle ipotesi di molti, ovvero che il progetto di riforma costituzionale voluto dal Governo realizzi le idee del padre.
Parole su cui lo stesso Paolo Bolognesi è tornato in un’intervista di “Repubblica” del 2 marzo, ribadendo la sua posizione. Ma anche se Lucarelli prende un po’ le distanze, rimane saldamente schierato sul fronte dei contrari. «Voto No, perché è una riforma inutile e che mi spaventa. Non risolve i problemi della giustizia, non la rende più celere e limita l’autonomia e l’indipendenza della magistratura».
Non si deve sottovalutare il pericolo di mettere mano alla Costituzione, ricorda, perché «anche i Padri costituenti avevano paura che si tornasse al vecchio modello dell’epoca fascista, quando la magistratura era assoggettata al potere politico». E conclude, parlando della propria esperienza come conduttore di programmi televisivi: «Ho assistito a tanti momenti in cui la politica determinava l’azione della magistratura, magari condizionandola in maniera sotterranea o censurandola, e questo faceva sì che le grandi inchieste su temi come la mafia e i servizi segreti si arenassero nei tribunali. È per queste ragioni che la riforma non mi piace e che voto No».