Solidarietà
Immagine presa dal sito della Fondazione Policlinico Sant'Orsola
A Bologna una nuova iniziativa a sostegno della solidarietà. Una villa padronale sarà la nuova casa di accoglienza per i pazienti ospedalieri più bisognosi e soli che dovranno seguire un lungo percorso di cure. L’edificio, una villa su due piani a 600 metri dell’ospedale Sant’Orsola, tra via Clotilde Tambroni e Via Leandro Alberti, è stato preso in affitto dalla Matilde Srl, società controllata dall’Arcidiocesi, per i prossimi sei anni. I posti letto che verranno messi a disposizione sono in tutto 46, tra camere singole e doppie, distribuiti tra la villa e altri due edifici. Tanti gli spazi per i pazienti, tra questi anche un giardino riservato ad attività ricreative. Il nuovo progetto è stato presentato questa mattina nella sede di Confindustria Emilia Area Centro dal direttore generale Tiziana Ferrari e dal presidente della fondazione Policlinico Sant’Orsola Andrea Moschetti, a cui va la paternità dell’iniziativa.
Oggi è stata lanciata anche la raccolta fondi per arrivare a100 mila euro entro due mesi; soldi che serviranno ad apportare alla struttura gli ammodernamenti necessari. 5.000 Mattoni, l’abbraccio della città è per l’appunto il nome della raccolta fondi ideato dalla fondazione Sant’Orsola per permettere ai donatori di sostenere il cantiere, mattone dopo mattone. La donazione minima, il costo di un mattone, sarà di 20 euro, dieci mattoni 200 euro, cento mattoni 2.000 euro, la donazione di riferimento per le aziende e i grandi donatori. «L’obbiettivo è alleviare un percorso di cure e terapia attraverso delle attività e ricreare un ambiente familiare. Molte cure salvavita sono erogate in regime di day hospital, è importante avere dove stare», ha detto Moschetti, presidente della fondazione. L’iniziativa si rivolge soprattutto agli over 65, un terzo dei quali vive da solo e che ha difficoltà a sottoporsi a delle cure, soprattutto di lunga degenza, un percorso troppo spesso giudicato limitante. «Proprio per non escludere nessuno dalle cure - precisa Moschetti – la permanenza è consentita a tutti senza limite di tempo». La villa sarà un ambiente familiare per i più fragili e sede della scuola dei volontari della fondazione Sant’Orsola, che oggi conta 307 volontari, che supporterà e gestirà i progetti destinati ai pazienti in cura. «In questa villa coesisteranno sia la struttura di accoglienza per i pazienti che dovranno curarsi al Sant'Orsola e non hanno un posto a Bologna, che la musicoterapia per le persone che sono affette di Alzheimer e i bambini con sindrome di Down. Cercheremo di creare un contesto così variegato che possa essere una vera e propria comunità di accoglienza», ha detto Moschetti.
«È un progetto che offre un’attenzione alle famiglie, alle persone in difficoltà, ma è anche un’attenzione in più che diamo all’immagine di Bologna» ha sottolineato Ferrari, lanciando la raccolta fondi. Il ruolo di Confindustria servirà a dare impulso a tutta la rete imprenditoriale e produttiva per raggiungere l’obiettivo delle donazioni: «Saremo da tramite – aggiunge Ferrari – per promuovere questo progetto, per farlo conoscere e per rendere operativa l’iniziativa».

Tiziana Ferrari e Andrea Moschetti (foto di Andrea Scordino)