intelligenza artificiale

Il confronto tra due foto della stessa base radar americana (foto BBC)

 

Quanto di ciò che vediamo sui social riguardo al conflitto in Medio Oriente è reale? Meno di quanto si creda. In un recente fact-checking, la BBC ha passato al setaccio i video più virali del web, distinguendo la cronaca dalla messinscena. I risultati sono emblematici.

In una sequenza che mostra un quartiere di Tel Aviv sotto attacco, l’ incrocio tra dati di intelligence e analisi delle immagini satellitari ha rivelato che i missili erano stati aggiunti digitalmente tramite l'intelligenza artificiale. Un altro video da 70 milioni di visualizzazioni ritrae un jet americano impegnato in manovre elusive contro un missile iraniano: peccato che le immagini provenissero da un videogioco di combattimento.

 

Il confronto tra due immagini della stessa esplosione (foto presa da X dalla BBC)

 

Ma la disinformazione colpisce anche gli obiettivi strategici. Alcuni scatti di una base a Teheran mostravano un radar distrutto, alimentando cronache su danni milionari; la BBC ha però smascherato il ritocco confrontando le foto con quelle dell’anno precedente e scoprendo che le auto nel parcheggio apparivano nelle stesse identiche posizioni. Anche l'ultimo filmato analizzato, un'esplosione dalle fiamme quasi sceniche, si è rivelato un falso.

Nel frattempo, l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran continua, come continuano gli attacchi di risposta iraniana contro diversi paesi del Medio Oriente. Tutto è iniziato sabato mattina (28 febbraio) con i primi bombardamenti su Teheran e su altri obbiettivi militari e logistici da parte di Usa e Israele. Domenica la guida suprema iraniana, Ali Khamenei è stato ucciso dopo una serie di bombardamenti mirati alla sua residenza. Con lui è stata eliminata anche una buona parte della catena di comando militare iraniana. Da quando sull’Iran è caduta la prima bomba, il paese colpito ha innescato una serie di attacchi di risposta che hanno coinvolto Arabia Saudita, Bahrain, Cipro, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Oman e Qatar.