Il Quindici
Fabrizio Binacchi (foto Ansa)
Aneddoti, incontri, pezzi di colore che, ricuciti insieme, svelano il costume di noi italiani, il tutto filtrato da un mezzo epocale che ha davvero rivoluzionato il modo di fare comunicazione: la televisione. Il giornali sta di lungo corso Fabrizio Binacchi nel suo ultimo libro, “Sorprese in tv. Luoghi e personaggi visti da molto vicino” (Cn editore), fa rivivere le sue esperienze lavorative in 40 anni nel mondo dell’informazione attraverso lo schermo, un ambiente multiforme dove il giornalismo si incontra con lo spettacolo, dando vita a scenari divertenti e di pregio. Quello di Binacchi è un breve viaggio in mezzo alle infinite possibilità di fare televisione, si potrebbe dire una sintesi ca librata, da buon addetto ai lavori del comparto dei media. Ed è da questa sintesi che si liberano i ricordi, a cominciare dal primo giorno al Tg1, il 16 giugno 1988, quando incontrò il collega Enrico Mentana, che lo accolse simpaticamente dicendogli «ecco il democristiano che aspettavamo». Da Roma a Bologna come direttore di Rai Emilia-Romagna, passando per le direzioni delle sedi Rai pure di Milano (in concomitanza del ruolo di conduttore a “Linea Verde”), Trento e del Friuli-Venezia Giulia, fino a vestire i panni di caporedattore di Rai Vaticano. Insomma, dalla provincia di Mantova, sua terra d’origine, in giro lungo l’Italia, tra telegiornali e organizzazione di programmi e spettacoli, a esempio le due edizioni del Festival di Sanremo condotte da Fabio Fazio e i concerti dell’evento benefico “Pavarotti & Friends”. E impossibile di menticare infine i tanti “a tu per tu”, con il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, Papa Giovanni Paolo II, Papa Francesco, Enzo Biagi, Adriano Celentano e altri. “Sorprese in tv” si dimostra così un itinerario ricco di episodi che mette bene in luce sì il lavoro tosto e sfiancante del giornalista, ma anche l’ebbrezza che sta dietro questo mestiere, e il brio di scoprire sempre qualcosa di nuovo.