La visita
La principessa Catherine Middleton in visita a Reggio Emilia (foto Ansa)
È arrivata, in piazza Prampolini davanti al Duomo di Reggio Emilia, la principessa del Galles, Kate Middleton. Tanti gli ammiratori in trepidante attesa, bandiere italiane e Union Jack sventolati, autorità del territorio, membri dell'ambasciata inglese e della stampa estera che l’hanno accolta in questa prima tappa della due giorni nel cuore dell’Emilia.
Non è un caso che la reale Britannica abbia scelto proprio il comune emiliano-romagnolo per il suo primo viaggio istituzionale dopo l'annuncio della malattia nel 2024. La città, infatti, è nota in tutto il mondo per il suo “Reggio Emilia Approach”: «Un modello educativo di riferimento a livello globale che incoraggia i bambini a vivere la connessione», come definito dalla principessa sulle sue pagine social ufficiali. Il tema sta molto a cuore alla futura regina d’Inghilterra, tantoché la visita rientra nella serie di appuntamenti del “Royal Foundation Centre for Early Childhood”, l’organizzazione fondata da lei stessa nel 2021 e impegnata sui temi della prima infanzia.
Prima la consegna del Primo Tricolore (simbolo nato proprio in città e massima onorificenza) in Municipio; poi bagno di folla per Catherine che, in un tailleur azzurro sgargiante, ha concesso abbracci e qualche selfie ai numerosi fan provenienti da tutto il Paese in sua attesa dalle prime ore del mattino. Presenti anche i bambini delle scuole d’infanzia Robinson e Diana, che con lo zainetto sulle spalle e i loro grandi sorrisi, sono ammessi nell’area super riservata, d’altronde sono proprio loro i veri protagonisti della giornata.
Poi, dopo un rinfresco a base di erbazzone, torta di riso, succo di frutta e acqua profumata, la tappa successiva è stata il Centro internazionale Loris Malaguzzi. Qui la principessa ha approfondito gli aspetti centrali del metodo educativo reggiano, dagli ateliers al rapporto con la natura, fino al ruolo attribuito agli ambienti nello sviluppo dei più piccoli. La struttura rappresenta un punto di riferimento per pedagogisti, insegnanti e famiglie che studiano il modello educativo nato in città.
«I bimbi sono importanti non solo per il futuro, ma anche e soprattutto nel presente, come soggetti portatori di diritti», ha raccontato alla principessa Ione Bartoli, la prima assessora ai Servizi sociali dell’Emilia-Romagna, tra coloro che hanno immaginato Reggio Children. «Mancava tutto - ha sottolineato Ione -, anche un pezzo di chiodo era prezioso. Quella scuola dell'infanzia fu costruita nel secondo dopoguerra dai cittadini. Per farla vivere si chiedeva alle donne contadine di portare uova e farina per poter preparare almeno durante il giorno un pasto caldo ai bambini». Quella scuola vive ancora. È la scuola del pedagogista e padre del Reggio Approach, Loris Malaguzzi. E da lì iniziò tutto. Il nostro concetto, ha sottolineato Ione, «è che quando nasce un bambino nasce un cittadino. Un soggetto che ha diritto di diventare, che va rispettato».
Tra le altre tappe, la scuola dell’infanzia Anna Frank. Qui Kate ha incontrato bambini, insegnanti, pedagogisti, atelieristi e genitori, ed è entrata in contatto con gli spazi utilizzati dalla comunità scolastica per osservare direttamente il funzionamento del Reggio Emilia Approach all’interno delle attività educative quotidiane.
Ma la visita reale non è finita qui. Tanti gli appuntamenti che terranno occupata la principessa anche nella giornata di domani, giovedì 14 maggio. Catherine proseguirà il percorso dedicato ai temi dell’educazione passando per la scuola dell’infanzia Salvador Allende. L’ultima tappa ufficiale sarà invece il Centro di riciclaggio creativo Remida: il centro lavora sul riuso creativo dei materiali ed è parte integrante del sistema educativo reggiano.