Il dossier

 

Un agente in servizio (foto Ansa)

 

Solo 235 agenti di Polizia di Stato e Carabinieri ogni 100.000 abitanti, uno dei valori più bassi a livello nazionale, che le fa conquistare il primato negativo di terz’ultima in Italia per copertura di forze dell’ordine. Nel Lazio sono quasi 700, in Molise più di 600, quasi 500 nella Valle d'Aosta. Questi i risultati dell’ultima rilevazione dell'osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano. «Questo squilibrio - aggiunge Manuela Rontini, sottosegretaria alla presidenza della Regione parlando oggi in Assemblea legislativa - si traduce in una maggior pressione sulle forze presenti, difficoltà nel presidio del territorio, crescente percezione di insicurezza e necessità di ricorrere a soluzioni emergenziali». Per questo, il presidente Michele de Pascale si è attivato, come spiega la sottosegretaria, per favorire il coordinamento istituzionale e superare le divergenze politiche. In concreto, ha rivolto una richiesta alla presidente del Consiglio, al ministro dell'Interno e a tutti i presidenti di Regione per sollecitare un confronto e chiedere un maggiore coinvolgimento delle Regioni nelle politiche di sicurezza urbana e integrata. 

Lo studio commissionato dall’Università Cattolica rileva come in Italia la distribuzione degli agenti non vada di pari passo con il tasso di criminalità e il bisogno di sicurezza di ogni territorio, bensì risponde a logiche dettate dal costo della vita e dal livello reale degli stipendi. Anche se, va chiarito, il tasso di criminalità non registra tutti quei reati che non vengono denunciati. Nel nostro paese, non a caso, le retribuzioni delle forze dell’ordine non sono indicizzate in base al costo della vita, variabile da regione a regione, ma è uniforme ovunque si presti servizio. E così i paesini del Sud hanno più agenti delle regioni settentrionali, più anziani e soggetti a meno turn-over. Al contrario i più giovani sono concentrati al Nord e molti, una volta ottenuti i requisiti, chiedono il trasferimento verso le città natali del Meridione. Paesi a ridotto sviluppo industriale che hanno meno opportunità lavorative da offrire nel comparto privato, spingendo molti giovani ad arruolarsi nelle forze dell’ordine. Carte alla mano, lo studio presenta una regressione lineare che indica come un aumento di 10€ del salario reale è associato, in media, a circa 6 agenti in più ogni 100.000 abitanti. La stessa tendenza, calcolata in termini percentuali restituisce un coefficiente positivo: un aumento del 10% del salario reale corrisponde a un aumento del 25% del rapporto Forze dell’Ordine/crimine.