Elezioni
Giovanni Favia con il simbolo della lista (foto di Michelangelo Ballardini)
«Facciamo sul serio e siamo in tanti». Il messaggio che Giovanni Favia lancia a Palazzo d’Accursio è chiaro. L’ex consigliere regionale Cinque stelle è pronto a lanciare la sua campagna elettorale per le Amministrative di primavera 2027, sabato alle 15.30, dal Centro congressi Sette Gold di via dell’Arcoveggio. La lista civica “Uniti per Bologna”, di cui Favia si definisce promotore e pontiere, non candidato, mira a diventare un polo, una coalizione civica unitaria che raduni tutti i cittadini scontenti del sindaco Matteo Lepore in un solo fronte. «Abbiamo un’amministrazione che catechizza - attacca Favia - che vuole insegnare ai cittadini come vivere, ma il compito di chi governa dovrebbe essere far funzionare le cose e oggi niente funziona». Spiega di aver scelto non a caso di tenere la conferenza stampa di stamattina in una sala dell’hotel Guercino in Bolognina, quartiere che nella sua opinione rappresenta tutte le tensioni che la città sta vivendo: il disagio cantieri, il nodo sicurezza, la crisi abitativa. «Noi saremo l’alternativa, sia alla destra che alla sinistra. Da almeno 20 anni a Bologna per le elezioni non c’è partita. I civici sono sempre stati comunque espressione di qualche partito, ma questa volta è diverso. Siamo slegati da padroni, padrini e bandiere, io stesso ho dato un taglio netto al mio passato nel Movimento 5 stelle», promette.
Il programma arriverà in autunno, ma le linee base sembrano già abbastanza definite: un rapporto diretto con il cittadino, in modo da rendere sempre responsabile il politico delle sue azioni e una «Bologna delle piccole opere», in contrasto con i grandi appalti. Assicura poi una campagna elettorale pulita, senza colpi bassi, in rapporti cordiali e aperti con gli altri candidati civici. Se Favia sarà un candidato non è tuttavia certo. Sarebbe il secondo tentativo per lui, dopo una corsa tentata nel 2009. Sottolinea che il suo ruolo ora è solo di primo tra pari degli scontenti desiderosi di cambiamento, una figura che sta radunando teste, competenze, organizzatori, ma che si farà leader unicamente se richiesto da altri e solo se alle sue spalle “si muoverà la città”, declinando lo slogan della lista.
Favia è fiducioso: «L’affluenza straordinaria al referendum in città ha dato un segnale chiaro. C’è una parte di elettorato che è di sinistra ma che non vota Partito democratico o Lepore, il sindaco che ha avuto meno consensi alle urne della storia di Bologna. Sono loro le persone a cui ci rivolgiamo».
C’è una sola immagine che racchiude tutti i concetti espressi da Favia, generata da lui stesso con l’intelligenza artificiale. Il civico sorride, mentre gioca a scacchi contro un coniglio in giacca e cravatta. L’animale ha pochi pezzi, ma “nobili” come torri, alfieri, regine. Favia ha solo pedoni, ma ne ha tre file piene. Il coniglio rappresenta l'amministrazione di Palazzo D’Accursio e la scacchiera è Bologna.

L'immagine diffusa da Favia sui suoi social