auto su folla

Michele de Pascale a margine di una conferenza in Regione (foto di Ludovica Addarii)

 

«Una causa riconducibile alla salute mentale c'è. Può non essere l'unica, ma è sicuramente presente. Io, da presidente della Regione che ha in carico la gestione della sanità, quella domanda me la sono fatta subito, un secondo dopo il fatto, che dovrebbe anzitutto spingere istituzioni e sanità a interrogarsi sulla prevenzione». Parte da qui la riflessione del presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale su ciò che è successo a Modena il 16 maggio, quando un uomo di 31 anni, cittadino italiano di origine marocchina, ha lanciato volontariamente la propria auto contro alcuni pedoni nel centro città, ferendo otto persone, quattro in modo molto grave. Dopo lo schianto contro una vetrina ha tentato di fuggire e ha anche accoltellato un passante che cercava di fermarlo, prima di essere bloccato da cittadini e polizia.

Per prima cosa, parlando a margine di una conferenza stampa tenutasi oggi in Regione, il presidente ha posto al centro il tema della prevenzione: «Abbiamo già avviato un lavoro con tutto il nostro servizio sanitario regionale con chi si occupa di salute mentale. Voglio l'analisi precisa di tutti i passaggi, di cosa è avvenuto, affinché possiamo imparare qualcosa e migliorare la nostra risposta dopo un caso come questo. Lo dobbiamo fare. Converrebbe dire che non c'entra niente la salute mentale, e che è tutta questione di radicalizzazione, ci toglieremmo anche da una potenziale coinvolgimento politico nella vicenda. Noi però facciamo il contrario e vogliamo capire cosa possiamo fare di più e di meglio».

Per de Pascale, un secondo tema da non ignorare è quello dell’integrazione delle seconde generazioni. «È una questione serissima che va affrontata e non derubricata», ha affermato, ricordando come in Francia fenomeni di radicalizzazione abbiano coinvolto persino figli di famiglie laiche e perfettamente integrate, «e lo dico a prescindere dalla correlazione diretta con questo caso, perché anche se questo ragazzo non fosse radicale, nulla vieta che questo fenomeno sia presente in altre situazioni».

Successivamente il presidente dell'Emilia-Romagna ha commentato le dure dichiarazioni di Matteo Salvini e di esponenti di Fratelli d'Italia. A detta sua si possono spiegare in un solo modo: «La paura della nascita di una Afd (Alternative für Deutschland) italiana. Siamo l'unico paese che non ha un'estrema destra di opposizione al mondo e ora sta nascendo anche in Italia». Il Dem  ha spiegato così infatti la rincorsa a Vannacci di certi esponenti della maggioranza di Governo, a partire appunto dal vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti. «Vannacci ruba tutti i voti di estrema destra, quindi è la gara a dire la cosa più cattiva che ti viene in mente».

Per quanto riguarda la revoca della cittadinanza italiana a Salim El Koudri invece, "l'Italia non riesce ad espellere quelli che non hanno il permesso di soggiorno e hanno fatto reati e ci poniamo il tema della revoca della cittadinanza", ricorda de Pascale, per poi continuare: "Iniziassero a fare le espulsioni di quelli che non hanno il permesso di soggiorno e hanno fatto reati".

«Il Presidente del Consiglio è venuto qui insieme al Presidente Mattarella e ha dato una prova di unità nazionale e di solidarietà», riconosce de Pascale. E in conclusione aggiunge: «Mentre lo faceva qualcuno doveva dire una cosa cattiva, sennò si rischiava che il cattivo lo facesse solo Salvini e questa cosa spaventa Fratelli d’Italia».