l'intervista

Il deputato bolognese Andrea De Maria (foto concessa dall'interessato) 

 

Nelle ultime settimane a Bologna si è assistito a un continuo inasprirsi dei toni del dibattito politico, con l'amministrazione guidata da Matteo Lepore al centro di attacchi arrivati sia da alcune associazioni della città che da vari esponenti di punta del Governo. È una questione di contenuto e di registro. Dai portici le manifestazioni contro il cantiere del Museo dei Bambini e la contestazione alla vicesindaca Emily Clancy durante la commemorazione di Francesco Lorusso richiamano gli anni Settanta, mentre dai palazzi romani si moltiplicano le critiche sulla gestione della sicurezza. «C'è un clima pesante, sono preoccupato», commenta Andrea De Maria, deputato bolognese del Pd, che invita ad abbassare i toni e torna sulle proteste al Pilastro e sulla possibilità di aprire un Cpr sul territorio: «Sul Muba solidarietà agli agenti. Al momento un centro per il rimpatrio sarebbe inutile».

 

Come commenta la contestazione alla vicesindaca Emily Clancy alla commemorazione per il quarantanovesimo anniversario della morte di Lorusso?

«Mi sembra che stia crescendo un clima di intolleranza che mi preoccupa, anche se in questo caso non si è trattato di una contestazione violenta. Tutta la mia solidarietà alla vicesindaca, considero molto importanti le giuste considerazioni del sindaco Matteo Lepore sulla tradizione democratica di Bologna».

 

Cosa pensa delle recenti proteste in città? Quella contro il cantiere del Muba al Pilastro e la manifestazione del collettivo Cua per impedire un evento dei giovani di Fratelli d'Italia a sostegno del "Sì" al referendum, ad esempio.

«Penso che in democrazia il dissenso sia sempre legittimo, mentre è inaccettabile che si pensi con la forza di imporre le proprie idee agli altri. Da convinto sostenitore del "No" al referendum costituzionale sulla giustizia trovo inaccettabile che sia stato impedito fisicamente lo svolgimento di un evento per il "Sì" all'università di Bologna. Aggiungo, a proposito di antifascismo, che chi si è battuto e ha sacrificato la vita nella Resistenza lo ha fatto proprio per garantire la libertà di pensiero e di espressione dopo gli anni della dittatura e del totalitarismo».

 

Pensa che sia giusto rispondere a queste manifestazioni con l'utilizzo delle forze di Polizia, come fatto negli ultimi giorni al Pilastro per esempio?

«Voglio ribadire tutta la mia solidarietà agli agenti delle forze dell'ordine che sono stati feriti. Il dialogo e il confronto sono sempre la priorità, ma quando si manifestano situazioni violente vi possono essere interventi di chi è chiamato a garantire la legalità».

 

Come commenta i continui attacchi all'amministrazione di Bologna da parte di esponenti del Governo?

«La destra a Bologna non avanza nemmeno una proposta di merito, solo attacchi sopra le righe alle scelte dell'amministrazione comunale a cui si aggiunge un utilizzo dei ruoli istituzionali che definirei spregiudicato. Un peccato per la città. In altre fasi storiche maggioranza e opposizione collaboravano per il bene di Bologna».

 

L'ex capo della Polizia Franco Gabrielli ha recentemente dichiarato di non essere d'accordo con chi è contro un Cpr a Bologna o nelle zone limitrofe. Lei cosa ne pensa? Ha ragione il sindaco Lepore a opporsi al Cpr o il presidente della Regione de Pascale ad aprire alla sua realizzazione?

«I Cpr che già esistono in Italia sono occupati solo parzialmente, non c'è alcuna ragione di prevederne uno a Bologna. De Pascale fa benissimo a segnalare la centralità delle politiche della sicurezza, è una priorità che sottolineo da tempo. La sicurezza si garantisce certamente con la repressione dei reati e con il controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine ma, con la stessa priorità, si costruisce anche con la coesione sociale, l' integrazione e la qualità urbana. La destra invece usa questo tema per fare propaganda, e così non aiuta la sicurezza dei cittadini, anzi incrementa inutilmente paura e tensione sociale. Mentre concretamente, con l' attuale governo, la sicurezza non è aumentata, anzi crescono i fenomeni di criminalità».

 

Come commenta la campagna referendaria?

«Sono un convinto sostenitore del "No" al referendum costituzionale e sono impegnato quotidianamente nella campagna referendaria. È giusto difendere prima di tutto  l' equilibrio dei poteri che è elemento centrale del nostro assetto costituzionale».