prezzi
Foto Ansa
Entrare in macelleria, andare dal parrucchiere o concedersi una serata al cinema: a Bologna questi gesti quotidiani stanno diventando un lusso. È quello che ha rilevato l’ultima indagine del Codacons sul costo della vita nelle grandi città italiane nel 2025. Il capoluogo emiliano, secondo i dati estrapolati dall’Osservatorio prezzi del ministero delle imprese e del Made in Italy, si piazza al quinto posto in Italia con un paniere complessivo di quasi 560 euro.
Sotto le due torri i prezzi medi sono superiori alla media nazionale in buona parte delle categorie, registrando in alcuni casi dei record negativi. È il caso della carne bovina che, con un costo medio di 26.76 euro, si attesta come la più costosa d’Italia. Anche il prezzo del prosciutto crudo è tra i più alti nel territorio nazionale - a trentotto euro -, secondo solo ai 38.82 di Milano. Meglio, invece, sul maiale e sul pollo, che costano rispettivamente 9.63 e 15.04 euro al chilo, anche se rimangono sopra la media nazionale. Bene sul tonno in scatola e sul salmone fresco, fra i più bassi in Italia con un prezzo di 12.89 euro per il primo e di 17.33 per il secondo.
Per quanto riguarda la frutta e la verdura, i picchi negativi si trovano nel prezzo al chilo di limoni (3.77 euro) e pomodori (3.42 euro), prezzi ben più alti del capoluogo lombardo. Guardando quindi alla sola spesa alimentare, con 201 euro Bologna si attesta al settimo posto in Italia sotto Bolzano, Trieste, Milano, Genova, Torino e Venezia.
È volgendo lo sguardo ai servizi alla persona e al tempo libero che i rincari su Bologna si fanno sentire. In città si spendono 354.98 euro, facendo schizzare il capoluogo emiliano al terzo posto in Italia.
Una messa in piega a Bologna costa in media più di 23 euro, unicum negativo in Italia. Anche il prezzo dei biglietti del cinema è uno tra i più alti: con un prezzo di 11.12 euro, Bologna si piazza al secondo posto tra i capoluoghi italiani. Quarto posto invece per lavatura e stiratura camicia, che sfiora i 4.5 euro. Il lavaggio della macchina è invece una delle poche voci che fa posizionare la città emiliana sotto la media nazionale con una spesa di 9.04 euro, avvicinandola ai minimi di Ancona, dove costa 8.56 euro.