commemorazione
Il sindaco Matteo Lepore davanti alla corona di fiori commemorativa (foto Riccardo Pirrò)
«Marco Biagi è stato uno studioso di straordinario valore e, oggi che è la festa del papà, un padre speciale». Matteo Lepore, sindaco di Bologna, ha ricordato così Marco Biagi, prima sui suoi canali social, poi durante la cerimonia commemorativa in occasione del 24esimo anniversario dell’omicidio del giuslavorista, tenuta nella piazzetta a lui dedicata. «In quegli anni di sogni e speranze c’era chi si batteva per un mondo migliore, anche se purtroppo in Italia spesso la violenza pulisce tutto. Biagi parlava di lavoro, un tema che oggi non viene affrontato adeguatamente. Ci sarebbe bisogno di figure come lui», ha continuato il primo cittadino bolognese. «Come genitori, come figli, in questa giornata così particolare ci stringiamo attorno alla sua famiglia», ha concluso.
L’importanza che la figura di Biagi ha avuto all’interno del diritto sindacale e del lavoro in Italia tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, trova conferma nelle parole di Michele De Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna. «A 24 anni dal barbaro assassinio di Marco Biagi, l’Emilia-Romagna si ferma ancora una volta per rendere omaggio non solo ad uno dei più grandi giuslavoristi italiani, ma a un uomo che ha creduto profondamente nella forza riformatrice delle idee». Nel rendere omaggio al professore di diritto del lavoro e diritto sindacale all’Università di Modena si è unita Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura. «Commemorare Marco Biagi significa rendere omaggio a un servitore dello Stato che dedicato la sua vita allo studio, al lavoro e al progresso del paese».
Marco Biagi è stato anche ricordato all’interno del progetto “Panchine europee”. Nel cortile delle scuole Carducci, il volto dell’economista sarà, infatti, presente su una panchina blu, circondato dalle stelle dorate della bandiera dell’Europa e accompagnato da una sua frase. «Il dibattito delle idee è sempre fronte di arricchimento». Presente all’inaugurazione c’era anche Lorenzo Biagi, il figlio. «Parlo spesso nelle scuole di mio padre, è il mio modo per portare avanti la sua memoria». Lorenzo ha anche commentato sulla scritta “Viva le br” apparsa in via Pietralata, che ha suscitato scalpore e sdegno. «C’è un forte clima d’odio e di intolleranza, il rischio è che venga cavalcato da qualche fenomeno estremista come all’inizio degli anni duemila». Sul graffito apparso in città si espresso anche Lepore durante la commemorazione in piazzetta Marco Biagi. «Queste scritte che ogni tanto appaiono ci dicono quanto purtroppo la gente in Italia non abbia ancora compreso - forse perché giovani - la drammaticità di quei momenti».
La commemorazione troverà la sua conclusione nell’annuale biciclettata. La staffetta simbolica partirà stasera - 19 marzo - alle 19.50 dalla stazione e, seguendo il percorso che ha fatto Marco Biagi nelle sue ultime ore di vita, terminerà proprio in via Valdonica.