Imprese
Il vicepresidente dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla (foto Ansa)
«La politica è abituata a parlare di situazioni inedite, ma l’attuale contesto internazionale è inedito veramente. Quel Trump ha creato un pasticcio intercontinentale senza precedenti. Servono gli stessi interventi che abbiamo fatto durante il Covid». Questo il commento del vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, a margine della conferenza stampa in Rettorato per l’ingresso di Fondazione Golinelli all’interno di Almacube, il centro d’innovazione e d’incubazione di nuove imprese dell’Alma Mater. Un’occasione che ha portato Colla a riflettere sui provvedimenti, a livello nazionale, che aiuterebbero le imprese del territorio a fronteggiare le difficoltà derivanti dall’instabile scenario geopolitico del momento.
«Ce n’era già una di guerra, adesso sono due – ha aggiunto il vicepresidente – e ovviamente ci sono delle ricadute sulla nostra economia. Schizzano i prezzi dell’energia, delle materie prime e della logistica e per un Paese trasformatore come il nostro questo può portare a una situazione di sofferenza». A rischio, a livello locale, sono le numerose piccole e medie imprese che fanno della manifattura emiliano-romagnola un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo. Come nel caso dell’automotive, su cui la settimana scorsa Colla ha lanciato un vero e proprio allarme, sottolineando come la crisi di uno dei settori che trainano l’economia dell’Emilia-Romagna porterebbe al crollo di tutto il Paese.
Che fare, dunque, per prevenire una situazione di sofferenza? Il vicepresidente torna a rivolgersi al Governo con due proposte: «Per prima cosa farei per un anno una moratoria sui prestiti alle imprese. Che non significa togliere il credito, ma solo spostarlo, avendo intanto la possibilità di recuperare liquidità. E poi utilizzare degli ammortizzatori in deroga per i lavoratori, affinché le competenze professionali rimangano attaccate alle aziende in vista della ripresa, sperando che questi conflitti finiscano il prima possibile. Quando siamo usciti dal Covid queste strategie ci hanno permesso di ripartire a razzo».
Guardando al futuro, però, è indispensabile anche creare un tessuto socio-economico in grado di accogliere nel mercato del lavoro le nuove leve, altamente formate. «Troppi giovani emigrano all’estero – ha osservato il vicepresidente – ma dobbiamo trattenerli qui, perché sono il più grande investimento delle università e noi lo consegniamo ai nostri competitor». Un problema concreto, quello della cosiddetta “fuga di cervelli”, su cui da tempo la Regione sta lavorando e che sta iniziando a dare i primi frutti. «Abbiamo fatto una legge per attrarre e trattenere talenti – ha infatti concluso Colla – e devo dire che i risultati stanno arrivando». Ma c’è ancora molto strada da fare.