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Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione (foto Ansa)

 

Il supercomputer del Cineca, in fase di realizzazione al Tecnopolo di Bologna, è il perno della strategia dell’Emilia-Romagna su innovazione e trasferimento tecnologico. Un investimento complessivo da 430 milioni di euro, sostenuto da Governo, Unione europea e Regione, che darà vita al più grande centro pubblico europeo nel settore e che, secondo il vicepresidente della Regione Vincenzo Colla, rappresenta «un salto decisivo in termini di sovranità tecnologica».

Colla è intervenuto a margine del workshop promosso da Banca d’Italia e Regione sul tema "l'innovazione e il trasferimento tecnologico in Emilia-Romagna: sfide e opportunità", ribadendo come tecnologia e competenze siano elementi imprescindibili per il futuro di un'area a forte vocazione manifatturiera. «Siamo al primo posto per innovazione - ha detto Colla - ma questo primato va difeso e rafforzato. Senza tecnologia si diventa semplici contoterzisti, con una perdita di valore aggiunto che indebolisce anche la tenuta democratica dei territori».

Secondo il vicepresidente, però, la tecnologia da sola non basta. «Prima della digitalizzazione vengono le competenze: sono le buone teste che fanno la buona tecnologia». Un concetto centrale in un contesto economico condizionato dalle tensioni geopolitiche, dai dazi statunitensi e da una crescita debole, che colpisce in particolare i territori manifatturieri.

Colla ha richiamato anche le fragilità strutturali del Paese e della Regione, a partire dalla demografia. «Se non hai demografia hai meno tutto: meno laureati, meno professionisti, meno capacità di innovare». Da qui la necessità di investire in automazione, robotica e innovazione di processo e di prodotto, ma anche di trattenere e attrarre talenti, contrastando la fuga di cervelli attraverso strumenti legislativi e politiche mirate.

Il supercomputer Cineca, ha sottolineato Colla, non è solo un’infrastruttura tecnologica, ma un presidio pubblico strategico: «Una tecnologia messa a disposizione del sistema privato, che evita la concentrazione dei dati e del potere economico in poche mani e permette di far crescere tutte le filiere produttive».

Sempre al Tecnopolo di Bologna sorgerà anche la quattordicesima sede dell’Università delle Nazioni Unite, la prima nell’area del Sud Europa. Un progetto che il vicepresidente ha definito «una grande mediazione tra tecnologia e umanesimo», capace di tenere insieme sviluppo tecnologico e impatto sociale dell’intelligenza artificiale. Proprio all’IA sarà dedicato un corso specifico che contribuirà a rafforzare ulteriormente il Data Manifattura (Dama) dell’Emilia-Romagna.

«Una rete di competenze, multiculturalità e relazioni che porterà nella sede del Tecnopolo 1.500 ricercatori da tutto il mondo, che si uniranno ai duemila dipendenti già presenti nella struttura», ha spiegato Colla. «È un grande progetto frutto della cooperazione tra governo nazionale e regionale per raggiungere obiettivi strategici globali. I prossimi passaggi prevedono una legge nazionale e una regionale per definire gli accordi e una presentazione in Europa. Questa giornata va messa nella storia politica dell'Emilia-Romagna».

Accanto alle grandi infrastrutture, la Regione ha investito anche sulla formazione avanzata. A tal proposito, nel secondo semestre del 2025 viale Aldo Moro aveva aperto un bando per 100 dottorati di ricerca, finanziato con 8,4 milioni di euro del "Programma FSE+", destinato a rafforzare le competenze in settori chiave come intelligenza artificiale, energia pulita, salute, economia circolare e innovazione sociale.