Centro storico

 Graffiti e striscioni in Piazza Verdi (foto CreativeCommons)

 

«Mettere al punto 1 del piano le fontanelle fa capire quanto a questa amministrazione interessi del decoro urbano». È lapidario l’eurodeputato bolognese di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna nel commentare il cosiddetto progetto "Piazza pulita" per la riqualificazione del centro storico presentato dalla giunta Lepore. «Il degrado che colpisce la zona universitaria e altre aree del centro cittadino è il sintomo più evidente di una città allo sbando», continua, ribadendo la proposta presentata da Fratelli d’Italia di utilizzare i 23 milioni e mezzo raccolti dalla tassa di soggiorno nel 2025 per la pulizia e la sicurezza del centro storico. «Nella nostra idea un terzo di quei soldi andrebbe nella pulizia dei graffiti e contrasto al degrado, un altro terzo all’assunzione di poliziotti di Quartiere che coprano la stazione e le zone limitrofe e l’ultimo terzo per la lotta all’abusivismo. Inoltre sarebbe ora di creare il Quartiere "Centro Storico", così da avere una gestione integrata senza maggiori costi sulla macchina comunale», spiega. E a chi dovesse obiettare che le entrate della tassa di soggiorno vadano obbligatoriamente spese in attività per il potenziamento del turismo replica: «Migliorare le condizioni igieniche e la tranquillità del centro, il luogo più frequentato dai visitatori, lo renderà senza dubbio più attrattivo, permettendo di prendere due piccioni con una fava. Sicuramente sarebbe un aiuto per il turismo più grande rispetto alla distribuzione a pioggia di soldi ad associazioni di amici degli amici che col settore c'entrano poco o niente, come l’Arcigay del Cassero o Cantieri Meticci».

Il piano quinquennale in sette punti divulgato dalla giunta Lepore al completo prevede, tra le altre cose, anche la rimozione dei graffiti vandalici e un potenziamento della pulizia di portici e strade da parte di Hera, oltre al prosieguo dello stanziamento di 40 agenti di Polizia locale del Nucleo centro storico nella sede del Palazzo Comunale.  

Tutte iniziative che per Cavedagna, come per i candidati civici Alberto Forchielli e Alberto Zanni non sono che palliativi. Forchielli sottolinea il netto ritardo con cui arriva un progetto che secondo lui poteva essere messo in campo anni fa, mentre Zanni accusa Lepore di essere come un amministratore di condominio che avvia lavori per la cura dell’edificio solo quando manca poco alle nuove elezioni per essere rinominato.

Per Cavedagna l’amministrazione ha da tempo dimenticato i bisogni della cittadinanza e in molti se ne sono accorti: «I cittadini si sono arresi. Un tempo in via Petroni i residenti davano il loro contributo per cercare di tenere pulito. Una volta abbandonati dal Comune, hanno smesso».