il libro

La copertina dell'ultimo romanzo di Franceschini, "Arrivederci Londra", edito da Baldini+Castoldi

«Eravamo innamorati di Londra, dell’Inghilterra, degli inglesi, e quando gli inglesi ci hanno traditi non abbiamo capito più niente». È quanto si legge a colpo d’occhio sul retro di “Arrivederci Londra”, il nuovo romanzo di Enrico Franceschini, giornalista bolognese, firma storica di “la Repubblica” e nella sua carriera corrispondente da cinque metropoli del mondo, ultima proprio quella del Regno Unito, Paese in cui vive da più di vent’anni. Si tratta di una dark comedy pubblicata da Baldini+Castoldi e l’autore, momentaneamente tornato a “casa”, la presenterà al pubblico sotto le due Torri, domani, 28 maggio, alle 18 in Salaborsa.

Sono parole chiare e dirette, quelle della quarta di copertina, che fanno subito intendere il fulcro di questa storia, di questa sorta di thriller sui generis, ovvero la Brexit, il “divorzio” dall’Unione europea voluto da una risicata maggioranza di inglesi nel famoso referendum che dieci anni fa scioccò l’opinione pubblica internazionale. Protagonisti sono dodici giornalisti europei, corrispondenti da Londra per importanti quotidiani del Vecchio continente, che dallo sfavillio moderno di una grande metropoli cosmopolita si ritrovano catapultati in uno scenario terribilmente conservatore e persino, a tratti, razzista. Insomma, una Londra fumosa, specchio di una nazione fumosa, ma non di certo la fumosità nel senso affascinante come durante l’Ottocento. Le nazionalità che rappresentano sono svariate: ci sono un italiano, Andrea Muratori di “Repubblica”, due francesi, uno scrive per “Le Monde” e l’altra per “Libération”, c’è una tedesca del “Die Welt”, e così via, sul tracciato di una barzelletta dal sapore politicamente scorretto.

«I miei dodici giornalisti intervistano spesso politici inglesi, sono immersi nell’ambiente londinese, poi ecco che arriva la Brexit, un tradimento d’amore, e si sentono amareggiati, respinti. Sono arrabbiati e dalla rabbia nasce un desiderio di vendetta, soprattutto dopo che uno di loro subisce un’aggressione xenofoba. Da qui parte una serie di scherzi atroci alle eminenti figure euroscettiche del Paese, fino a passare a maniere più forti, con l’illusione di cambiare la storia», racconta lo stesso Franceschini, ospite della redazione di InCronac@.

C’è tanta attualità in questo romanzo, tragico eppure surreale, in cui si concentrano il fascino del giornalismo e le sorprese della politica, in un labirinto di piani e mosse con Scotland Yard alle calcagna. Riusciranno i protagonisti a stravolgere davvero le cose, a tornare indietro prima della Brexit, oppure saranno destinati a essere sbattuti in prigione? Ai lettori la scoperta di questa resa dei conti, che tutto vuole tranne costringere a dire addio alla cara old London.

 

Lo scrittore e giornalista Enrico Franceschini (foto di Alberto Biondi)