la rassegna
Ricamo della mostra Aemilia Ars (foto Ansa)
Dipinti e disegni, ma anche merletti, ricami e ferri battuti. Più che una semplice mostra, quella allestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale, in via Manzoni 4 a Bologna, è un vero e proprio viaggio nell'anima artigiana della società bolognese nel tempo. Si chiama Aemilia Ars, apre oggi e sarà visitabile fino al 6 settembre. Questo fine settimana, dal 5 al 7 giugno, però, l'ingresso è gratuito per chiunque voglia visitarla (poi avrà un costo d'ingresso di 6 euro).
Curata da Silvia Battistini, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo, l'esposizione racconta la storia di una straordinaria avventura nata nel 1898 grazie a un gruppo di visionari guidati da Alfonso Rubbiani. Il movimento Aemilia Ars aveva tra gli obiettivi il rinnovamento estetico delle arti decorative e, nel tempo, non ha solo creato oggetti, ma ha ridisegnato il gusto e lo stile di Bologna a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Tra pezzi unici e mai visti insieme prima a ora, per l'occasione speciale sono stati riuniti tesori di tutti i tipi che arrivano direttamente dalla Galleria Davia Bargellini, ma anche dalle Collezioni Comunali d’Arte e dal Museo del Tessuto “Vittorio Zironi”. Ci sarà quindi la possibilità di scoprire come la città delle Due Torri abbia saputo accogliere le novità dell'Art Nouveau internazionale e dell'Art Déco, senza però mai perdere il legame con le sue radici medievali e rinascimentali. Tutto è iniziato, infatti, con il restauro dei palazzi storici della città emiliana. Per farlo servivano competenze artigianali altissime. Quelle stesse tecniche sono state poi usate per creare oggetti quotidiani, portando la bellezza e il design nelle case dei cittadini bolognesi.
Da ricordare, infine, che il merletto Aemilia Ars è stato riconosciuto nel 2021 come patrimonio storico-culturale identitario della città di Bologna De.Co e la sua produzione è custodita da diversi musei della città ed esteri.