Il furto
L’icona della Madonna (Foto Dire)
«Non è stato riscontrato alcun danno all’icona della Madonna», dichiara la sottosegretaria al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni, aggiungendo: «A essere rovinati sono stati lo sportello e il velluto su cui poggia la tavola, a causa dell’asportazione di alcuni oggetti che erano stati donati dai fedeli». Questo è il bilancio del sopralluogo condotto insieme dalla Soprintendenza di Bologna e dal Nucleo tutela del patrimonio Beni culturali dei Carabinieri, alla presenza del Rettore della basilica, per accertare le condizioni della Madonna di San Luca. Simbolo della città che nella notte tra martedì e mercoledì scorso è stato violato per rubare alcuni gioielli attaccati alla lastra d’argento che lascia scoperti i volti della Vergine e di Gesù Bambino. Il conteggio dei beni sottratti è ancora in corso, ma è stata accertata la sottrazione di una decina di anelli di grande valore simbolico per la comunità.
A parlare, a margine della conferenza stampa in Comune sui lavori della Garisenda, è stato anche il sindaco Matteo Lepore, che garantisce: «Se sarà necessario un aiuto per una maggiore messa in sicurezza del santuario, il Comune c’è. Siamo pronti a dare supporto per tutto ciò che servirà». È stata un’occasione anche per rilanciare l’appello alla restituzione dei preziosi rubati: «È un bene di estremo valore. Non ha alcun mercato, ma sta nel cuore dei bolognesi e così deve rimanere».
Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i ladri avrebbero utilizzato il cantiere che si trova sul lato destro dell’edificio per introdursi all’interno, approfittando dell’allarme disattivato proprio per via dei lavori. Un dettaglio che potrebbe aiutare la Squadra mobile incaricata di indagare di restringere il campo dei potenziali responsabili. Intanto, mentre si continuano a cercare i colpevoli, la cittadinanza, ancora profondamente scossa, si stringe intorno al suo santuario, che dall’alto del colle di San Luca domina la sua città.