Alluvione
La voragine nella copertura del torrente Ravone creata dall’alluvione dell’ottobre 2024 (foto Ansa)
È una faida che dura da più di un anno, dall’alluvione dell’ottobre 2024, e ancora non si è riusciti a cavare una soluzione. Sulla questione del pagamento per il ripristino dello stradello privato di via Zoccoli anche il Consiglio di Stato (il maggiore organo giuridico di tutela della pubblica amministrazione) si è espresso, dando ragione ai residenti della zona, i condomini del civico 15-17, rigettando il ricorso, sulla loro sospensiva, fatto dal Comune, e rimettendo di fatto la pratica nelle mani del Tribunale amministrativo regionale.
Tutto nasce appunto dalle forti acque dell’alluvione e dal conseguente sfondamento della copertura di cemento del torrente Ravone. Il risultato? Garage inondati di fango e altri ingenti danni nel quartiere. Fin dall’inizio della vicenda Palazzo d'Accursio aveva dichiarato che spettava ai diretti interessati pagare i danni della stradina, privata sì ma ad uso pubblico, che dà accesso a una decina e passa dei garage oggetto del dissidio; da qui la richiesta al Tar per la sospensiva.
Come detto prima, il Consiglio di Stato ha emesso un provvedimento favorevole ai residenti di via Zoccoli e ora il fascicolo tornerà sul banco del Tar, che però ha già fissato un’udienza il 14 marzo. Da quella data in poi si saprà chi dovrà mettere mano al portafoglio e versare la cifra richiesta per il ripristino, pari a circa 150mila euro.