Il Quindici

Locandina della mostra

 

Il gioco, l’amore per la pittura, la riflessione sul tempo e sulla condizione femminile. Sono tante le anime di Agnès Varda che la mostra monografica “Viva Varda! Il cinema è donna” racconta fino al 10 gennaio 2027 negli spazi della Galleria Modernissimo. Un ritratto polifonico, fatto di tante voci – gli amici artisti che condividono aneddoti e opinioni sui suoi film più famosi – e di tante immagini, ora di lei, ora dei suoi set. Fotografa, regista, artista libera e anticonvenzionale. La pioniera della Nouvelle Vague, di cui condivide temi e idee, senza mai riconoscersi parte del movimento. La prima – e unica, come dichiara lei stessa – donna a fare quel cinema lì. E la prima a ricevere tutti i più importanti premi cinematografici, compreso l’Oscar alla carriera nel 2018, un anno prima di morire. Un impegno mica da poco, insomma, per la Cineteca di Bologna, narrare la vita di una figura tanto poliedrica. Ma lo spazio non manca. E così, tra i suoi autoritratti con il caschetto alla Giovanna d’Arco, le locandine e gli spezzoni dei suoi lavori più celebri, come “Cleo dalle 5 alle 7”, e alcuni oggetti di scena, tra cui la tenda di “Senza tetto né legge”, il percorso espositivo non delude né l’appassionato di Varda, né il passante curioso. Nelle foto, e nei racconti che le accompagnano, c’è tutto. La complicità con il compagno di una vita, Jacques Demy, e l’amore per i figli, che coinvolge direttamente nelle riprese. Il gusto per la sperimentazione, l’attenzione per le tematiche sociali e gli sconvolgimenti politici del suo tempo. E poi il suo irremovibile femminismo, tanto nelle sue protagoniste tridimensionali quanto nelle sue continue lotte per il ruolo delle donne come professioniste nel settore del cinema. Per finire con il suo rapporto con l’Italia, in una sezione dedicata nella sala circolare. Un viaggio meno vario nell’allestimento del precedente, dedicato a Georges Simenon, ma dove l’amore che traspare dalla Cineteca è sempre lo stesso.

 

La recensione è tratta dal n. 18 di Quindici del 23 aprile 2026