bilancio

                                                                                 La Corte dei conti riunita in Prefettura questa mattina (foto di Giulia Carbone)

 

Numeri promossi, ma la sanità resta sotto osservazione. La Corte dei conti ha dato il via libera al rendiconto 2025 della Regione Emilia-Romagna, la prima in Italia a ottenere quest'anno il giudizio di parifica, certificando il miglioramento della situazione finanziaria dell'ente ma richiamando l'attenzione sul deficit del sistema sanitario regionale, che al 31 dicembre 2025 si attestava a circa 118 milioni di euro. Il presidente della Regione, Michele de Pascale, rivendica però un primato: «Siamo la Regione con il debito più basso del Paese e in grado di garantire tempi di pagamento tra i migliori per il sistema delle imprese. Speriamo che il 2026 sarà sia l’anno del pareggio».

«Gli extra-costi legati alla pandemia sono stati sostanzialmente riassorbiti», ha rassicurato invece il presidente della Corte Marcovalerio Pozzato, ma resta aperta la questione della sostenibilità della spesa sanitaria, in un contesto in cui l'incremento del Fondo sanitario nazionale non tiene il passo con la crescita dei costi sostenuti dalla Regione. A incidere sui costi, l'aumento della spesa farmaceutica ospedaliera, il maggiore utilizzo di dispositivi medici per il recupero delle liste d'attesa e per l'introduzione di nuove tecniche chirurgiche, oltre all'incremento del costo del personale dipendente, cresciuto del 3,31% rispetto al 2024. Proprio sul fronte del personale, la Corte dei conti richiama l'attenzione sulle difficoltà di reclutamento che negli ultimi anni hanno spinto molte aziende sanitarie a ricorrere ai cosiddetti “gettonisti” per coprire turni scoperti nei reparti e nei pronto soccorso.

Una soluzione che, secondo la magistratura contabile, comporta però costi considerevoli. «Un medico gettonista può arrivare a percepire oltre 100 euro all'ora, contro una retribuzione di circa 40 euro all'ora per un professionista dipendente del servizio sanitario pubblico», ha sottolineato Pozzato. Una criticità questa, che de Pascale dice però superata: «Dal 12 giugno 2026 l'Emilia-Romagna non ha più nessun gettonista. Era una spesa che nel 2025 ci costava 3 milioni di euro».

«Ci sono degli strumenti molto grezzi e distruttivi per equilibrare i conti della sanità, per esempio ridurre il personale, ma a questo l'Emilia Romagna non si è piegata: è una scelta che io mi sono rifiutato di fare», ha concluso il presidente emiliano-romagnolo.