la recensione

La band Of Monsters and Men sul palco del Sequoie Music Park, nel parco di Caserme Rosse (foto di Edoardo Cassanelli)

 

Dagli estremi confini dell’emisfero boreale alla boccheggiante Bologna. La settimana scorsa c’è stata un po’ di rinfrescante Islanda in città grazie agli Of Monsters and Men, acclamata band indie folk di Reykjavík che canta in inglese. Una sera dal respiro internazionale, un concerto inserito nel variegato programma della rassegna di Sequoie Music Park (che proseguirà fino a fine luglio), che ha emozionato dalla prima all’ultima canzone il pubblico del parco di Caserme Rosse, in via Corticella.

Il giovane gruppo islandese – diventato famoso con la hitLittle talks”, inserita nel loro primo album, “My head is an animal”, uscito nel 2011 (alcune sue canzoni hanno fatto da colonna sonora al film “I sogni segreti di Walter Mitty”, dell’attore e regista americano Ben Stiller) – è conosciuto per avere uno stile che si rispecchia nell’indie folk e nell’indie dalle tinte pop, senza rinunciare a una grinta rock più calibrata, più dolce e poetica, certamente alternativa. Un modo di fare musica che negli anni ha portato a nutrire una vasta audience, complice l’utilizzo della lingua inglese nella scrittura delle canzoni. Testi che ripercorrono l’antica e millenaria storia della loro isola, l’affascinante Islanda, terra di leggende, conservate all’interno delle sue saghe medievali, storie in prosa su eroi e antieroi, mostri e divinità, e popolani risoluti e intraprendenti. I brani degli Of Monsters and Men riprendono proprio queste vecchie narrazioni contestualizzandole nel presente, traendone da esse le tematiche fondamentali e reinterpretandole. Parliamo di temi come il coraggio, la follia, la solitudine umana, le delusioni d’amore, arrivando poi anche alle esperienze personali dei componenti della band, capitanata dai due vocalist, Nanna Bryndís Hilmarsdóttir e Ragnar Þórhallsson.

Durante il loro concerto dal “timbro” bolognese non sono mancate esecuzioni delle loro ultime canzoni, tratte dal nuovo album del 2025 “All is love and pain in the mouse parade”, ad esempio la metaforica “Tuna in a can”, e nemmeno riproposte dalle precedenti raccolte. E allora ecco per il pubblico, in piedi, seduto sugli spalti o sul prato, un’immersione sensoriale in capolavori del calibro di “Dirty paws” e “King and lionheart”, di “My head is an animal”, “Crystals”, del secondo album “Beneath the skin”, “Alligator”, della terza compilationFever dream” e così via, fino a offrire l’immancabile “Little talks”.

Una serata dunque fresca meteorologicamente e sentimentalmente parlando, una serata di passione per quella grande isola di ghiaccio e lava che desta tanta ammirazione nell’immaginario collettivo. Una landa dura e aspra, l’Islanda, ma carica di magia, stavolta incarnata, sottoforma di note e strumenti, nei fieri Of Monsters and Men, che hanno saputo rendere per un paio d’ore il caldo un lontano ricordo, portando con la fantasia i propri fan nelle terre del gelo e del mito.