Scuola

Isabella Conti, assessora regionale al Welfare (foto Ansa)

 

«Sappiamo che molti Comuni hanno provato nel corso di questi anni a climatizzare almeno una stanza negli asili nido, ma non basta». Oggi l'assessora regionale al Welfare, Isabella Conti, è tornata sul tema del caldo nelle scuole, annunciando che la Regione sta lavorando a un piano di sostegno ai Comuni per evitare che il prossimo anno si ripetano le criticità registrate nelle ultime settimane.

L'assessora ha distinto la situazione di nidi e scuole dell'infanzia da quella delle scuole dell'obbligo. Nel primo caso, ha ricordato, le competenze sono comunali o statali. «Il Comune di Bologna è intervenuto sulle scuole dell'infanzia comunali, mentre sulle statali un investimento del genere sarebbe insostenibile per un Comune senza il supporto dello Stato».

Proprio per questo, ieri la Giunta regionale ha avviato una prima valutazione per individuare gli strumenti con cui sostenere le amministrazioni locali. «Stiamo cercando di capire come intervenire per supportare i Comuni, da Piacenza a Rimini, perché tutti vivono questa situazione e ci sono realtà con minori possibilità economiche che si trovano ancora più in difficoltà», ha spiegato Conti. Le misure sono ancora allo studio, ma la direzione è chiara: «L'obiettivo è non trovarci  in queste situazioni il prossimo anno. L'impegno è molto forte e molto determinato».

Diverso il discorso per le scuole primarie, secondarie di primo grado e superiori. In questo caso, secondo l'assessora, serve un intervento dello Stato. «Abbiamo bisogno di un grande piano nazionale», ha detto, ricordando come le stesse criticità si stiano registrando anche in altre regioni, come ad esempio la Toscana. «Con il cambiamento climatico in atto, un Paese come il nostro non può rinunciare a un piano strutturale, di breve, medio e lungo termine, per adeguare gli edifici scolastici».

Conti ha infine allargato il ragionamento agli effetti sociali delle ondate di calore. «La giustizia climatica serve per proteggere i più fragili», ha concluso. «Il cambiamento climatico colpisce soprattutto bambini, anziani e persone che non possono permettersi un condizionatore e affrontano queste temperature con rischi elevati per la salute».