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In foto Nicolò Schira, giornalista specializzato in calciomercato (foto concessa dall'intervistato)

«Tra l'offerta del Bologna e la richiesta di Orsolini balla mezzo milione. Che si tratti di tanti o di pochi soldi non sta a me dirlo, secondo me non si tratta di una distanza incolmabile. Se come mi risulta entrambe le parti vogliono proseguire insieme credo che alla fine riusciranno a trovare un accordo. Le schermaglie di queste settimane fanno parte del gioco». È l'analisi di Nicolò Schira, tra i più noti esperti di calciomercato nel panorama italiano e non solo. Da Castro a Cambiaghi, da Odgaard a Lucumì, fino ai possibili colpi del "Cobra" Sartori, come Peer Koomeiners: la firma di "Tuttosport" entra nel merito delle principali trattative che riguarderanno la squadra di Domenico Tedesco da qui alla fine dell'estate.

Schira, cosa si può aspettare un tifoso rossoblù da questa estate di calciomercato? Quale sarà la strategia di Sartori e del suo staff?
«Sarà un mercato fatto di intuizioni e di scommesse, con un occhio di riguardo per quei talenti emergenti che potrebbero trovare nel Bologna una piazza dove consacrarsi e diventare possibili asset per il futuro. Non mi aspetto colpi da 30-40 milioni, non è la politica del club, molto più probabile che arrivino giocatori per cifre tra i 6 e i 15 milioni. Sartori difficilmente snaturerà il suo modus operandi».

In attacco si farà qualcosa?
«Se parte Dallinga, il Bologna andrà sicuramente in cerca di un attaccante, ma è un po' prematuro parlarne. Per il momento stanno monitorando i possibili sviluppi del mercato. Mi aspetto comunque arrivi una punta di buon livello che possa garantire dei gol. L'anno scorso l’idea Immobile poteva essere buona, poi però le cose non sono andate come speravano. Castro è bravo, ma non basta. Non è uno che segna tantissimo. Anche dando per certa la doppia cifra dell’argentino, avresti bisogno di un centravanti di scorta che possa garantirti quei 6-7 gol che ti mancano».

Su Peer Koopmeiners il Bologna si è mosso in modo concreto?
«È sicuramente un obiettivo per il quale i rossoblù potrebbero avere una corsia preferenziale. Sartori ha buoni rapporti con l'entourage del giocatore, quando lavorava all'Atalanta era stato proprio lui a portare il fratello maggiore Teun a Bergamo. Tenendo conto che l’AZ Alkmaar è una bottega cara, mi risulta ci stiano lavorando e che ci sono delle buone chance che l’affare vada in porto, ma non ci sono ancora gli accordi al momento».

Passiamo alla lista dei partenti. Tra i volti in uscita spicca Lucumì, qual è la situazione tra il giocatore e la società?
«Su di lui ci sono la Juve e soprattutto il Bournemouth, ma il Bologna chiede il pagamento della clausola rescissoria (circa 28 milioni, ndr). Tuttavia, se nessuno dovesse sborsare la cifra richiesta prima di metà luglio, il club aprirà alle negoziazioni. I bianconeri, ad esempio, non vorrebbero offrire più di 20 milioni, ma hanno dalla loro le carte Miretti o Adzic e potrebbe inserire i giocatori nell'affare. Il montenegrino, tra l’altro, è un altro giocatore che al Bologna piace, Sartori lo stava prendendo prima che Manna (ex direttore sportivo della Juve, ndr) glielo soffiasse due anni fa».

E Cambiaghi? Anche lui è con un piede più fuori che dentro?
«Ad oggi il Bologna non vorrebbe privarsi di Cambiaghi, poi è chiaro: Fiorentina e Como restano alla finestra, piace a entrambi i club, soprattutto ai lariani. Al momento i rossoblù sono dell’idea di tenere il giocatore e allontanare le sirene di mercato».

Odgaard è davvero una cessione obbligata?
«No, ma è chiaro si parli di lui in ottica cessioni essendo un giocatore che negli ultimi mesi ha giocato meno. La sensazione che ad oggi non sia più centrale nel progetto rossoblù, quindi dinanzi a una buona opportunità si potrebbe arrivare ai saluti con la soddisfazione di tutte le parti. L'ultima parola comunque spetterà a Tedesco».
Ora il capitolo più delicato, Orsolini resta o va via?
«Mi arrivano segnali ottimisti. Io penso che alla fine possa restare dato che il giocatore sta bene a Bologna, è una bandiera del club e la società lo vuole tenere. Quelle che abbiamo visto in queste settimane sono normali schermaglie all’interno di una trattativa: il club offre un contratto fino al 2029 a 2 milioni e mezzo, lui vuole 3 milioni e un’estensione fino al 2030. Sulla durata dell’accordo credo che le parti possano trovare una quadra, sulle cifre balla mezzo milione».

Si tratta di una distanza incolmabile?
«Non sta a me giudicare se si tratta di tanti o pochi soldi,  A mio avviso non si tratta di una distanza incolmabile, potrebbero limarla attraverso una serie di bonus legati al rendimento, che per Orsolini è solitamente altissimo. Credo che anche da parte sua ci sia la priorità di restare. Le contrattazioni fanno parte del gioco: l'abbiamo visto anche con Maignan e il Milan. Da una parte il giocatore vuole monetizzare il più possibile, dall'altra la società vuole rinnovare il contratto, se possibile, senza svenarsi».