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Un banchetto di Futuro Nazionale a Bologna, Massimiliano Mazzanti è il quarto da sinistra (foto concessa dall'intervistato)

 

«Vogliamo cambiare Bologna», dice a InCronac@ Massimiliano Mazzanti, già consigliere comunale di Alleanza Nazionale, poi in CasaPound. È la promessa, e la premessa, con la quale Futuro Nazionale s’avvia verso le amministrative del 2027. Si presenteranno con una lista, ma non fanno ancora nomi e cognomi. C’è chi dice che potrebbe essere lo stesso Roberto Vannacci a sfidare direttamente Matteo Lepore e la referente del Generale a Bologna rispondendo a Repubblica non conferma e non smentisce: «Nulla è impossibile, ma al momento lo escluderei». Ad appena quattro mesi dalla sua nascita, il neopartito conta quattrocento iscritti in Emilia-Romagna, centosessanta a Bologna, ma secondo Mazzanti, che si definisce un “entusiasta futurista”, gli iscritti continuano a crescere. «Stiamo arruolando talmente tante persone che non so dire il numero, non mi è mai capitato di vedere tanta gente iscriversi ai banchetti per strada. Futuro Nazionale è un movimento che attrae persone adulte, ma ha un fascino anche su parecchie decine di ragazzi», spiega Mazzanti.

È certo però che il partito che la stampa definisce “a destra della destra” ha accolto tra le sue fila ex esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega come Antonio Turchitto, consigliere di Quartiere al Porto-Saragozza, Daniela Francesca Amendola e Chiara Bianco, entrambe consigliere comunali di Molinella, Lorenzo Brogi, consigliere di San Pietro Terme, Giampiero Biondo e Pietro Cappellini, consiglieri a Casalecchio di Reno. Ci sono state adesioni anche dal Movimento 5 Stelle. «Era scontato - osserva Mazzanti - che ci seguisse una parte di pentastellati perché abbiamo fatto una proposta di destra autentica, impegnata sui fronti cari alla gente».

«Invece che parlare di destra e sinistra sarebbe auspicabile parlare di garantiti e non garantiti, ecco noi stiamo sempre con i non garantiti» proclama l'ex consigliere della destra anticipando i temi di una possibile campagna elettorale. Bologna, è la sua tesi, non fa abbastanza per le persone perché «non garantisce sicurezza, accesso al lavoro dignitoso e ai servizi in maniera ordinata». Usa termini pesanti per parlare della gestione della città in merito agli spazi, alla sicurezza e alla viabilità. Lamenta che i centri di aggregazione, di socialità e di svago sono tutti nelle mani della sinistra. «Quando la destra chiede di poter utilizzare degli spazi per promuovere delle iniziative, in questa città la risposta è ‘no’, ecco perché dobbiamo sempre rivolgerci a privati e metterceli di tasca nostra», protesta.

Tra le azioni nelle quali si impegnerà Futuro Nazionale c’è quella di costruire luoghi di ritrovo, accessibili a tutti, suggerisce ancora Mazzanti, dove le persone possano passare il tempo senza per forza doversi accontentare degli «spazi pubblici occupati dalla sinistra». Dal canto suo, invece, metterà a disposizione del partito il suo organo di informazione, la testata “2 di Picche” perché «il sistema mediatico è spesso condizionato ed è necessario che il partito si esprima anche con strumenti autonomi».