Edilizia

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Un’abitazione su due in Emilia-Romagna possiede un Ape, l’Attestato di prestazione energetica che indica con una scala che va da A4 – il massimo, di colore verde scuro – a G – il minimo, di colore rosso – il livello di “efficienza” di un edificio. Si tratta di una percentuale doppia rispetto a quella della media nazionale, che si attesta intorno al 23% di residenze dotate di certificazione. Tanto da valere la medaglia d’argento tra le regioni italiane, poco sotto la Lombardia. 

È quanto emerge dal nuovo report sulle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti elaborato da Art-ER e presentato stamattina al Tecnopolo Dama di Bologna. Una fotografia dello stato dell’arte che rivela la progressiva transizione verso immobili sempre meno energivori e il crescente impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili. In particolare, i dati mostrano che gli edifici certificati tra i più efficienti (classi A1-A4) sono quasi raddoppiati negli ultimi dieci anni, passando dal 6% del 2016 all’11% del 2025. Questo a fronte, però, di una percentuale ancora elevata – il 55% – di edifici che ricadono nelle classi energetiche più “basse” (F e G). A eccellere, infatti, sono soprattutto le abitazioni più recenti, costruite con gli standard più moderni. Basti pensare che nell’arco dello scorso decennio le nuove costruzioni realizzate in classe A4 sono salite dal 30% a oltre il 90%. Ma si tratta ancora di una minoranza ristretta rispetto al totale delle soluzioni abitative presenti sul territorio.

Criterio fondamentale per essere inclusi nelle classi più “alte” è l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. I consumi coperti da queste ultime, per gli edifici di nuova costruzione, sono più che raddoppiati, andando dal 35% del 2016 al 74% del 2025. In aumento anche la quota per gli edifici già esistenti che sono stati oggetto di intervento: ora si attesta intorno al 30%.

Il report include, inoltre, i dati sui quasi 1,9 milioni di impianti termici censiti in regione. Di questi, il 94% è costituito da caldaie tradizionali, che nella stragrande maggioranza dei casi (il 93%) sono alimentate a gas naturale. Una potenziale criticità è rappresentata dall’anzianità degli impianti, poiché più di quattro caldaie su dieci hanno più di quindici anni di vita, anche se dal 2020 sono stati installati 440mila nuovi generatori grazie a “Superbonus” ed “Ecobonus”. Di recente installazione sono anche la maggior parte dei gruppi frigo e delle pompe di calore: il 75% è stato posato tra il 2010 e il 2025.