IL QUINDICI
Il suggestivo panorama della città dalla torre di Palazzo d’Accursio (foto di Bologna Welcome)
La bella stagione è arrivata e Bologna si prepara ad accogliere sotto i suoi portici la marea di visitatori desiderosi di scoprire la bellezza di quella città dotta, rossa e grassa che con la sua selva di torri, palazzi storici e ricette senza tempo attira turisti da ogni parte del mondo. Nonostante il caldo che aleggia sotto le Torri, la città Turrita ha infatti già apparecchiato la tavola per una stagione estiva ricca di esperienze imperdibili. Il ‘Cinema Ritrovato’ e quello all’aperto, grandi concerti, festival e una rassegna da oltre 400 eventi gratuiti hanno animato e animeranno l’estate bolognese, con la prospettiva di far arrivare sul Crescentone quanti più visitatori possibili da ogni parte del mondo. Il ricco cartellone in programma per giugno, luglio e agosto avrà infatti l’obiettivo di far proseguire il virtuoso trend turistico del primo trimestre di quest’anno, che secondo i dati di Bologna Welcome ha visto crescere il numero di arrivi e pernottamenti rispettivamente del 4% e del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato positivo, che ha registrato anche la grande partecipazione del turismo straniero, con i pernottamenti dall’estero in crescita del 14%, per un contributo pari Quindici 9 al 47% del totale degli introiti. Se l’inizio dell’anno è stato promettente, non si può però dire lo stesso per la primavera. Mentre aprile ha chiuso con un’occupazione delle camere al 72,7%, maggio ha registrato una flessione rispetto all’anno precedente: il dato che si è attestato intorno al 74,7% del 2026 in calo rispetto al 77% del 2025. Un fenomeno dovuto in gran parte alla clamorosa assenza del Gran Premio di Imola, che secondo il presidente della Fondazione Bologna Welcome Daniele Ravaglia, ha «avuto un enorme impatto sul territorio, proprio perché dotato di una grandissima capacità attrattiva che è venuta a mancare».
Per questa estate, invece, le prospettive dovrebbero essere luminose: «Abbiamo delle previsioni assolutamente ottimistiche, basti pensare che in questo periodo abbiamo già registrato un’occupazione alberghiera pari al 40,3% , assai migliore degli anni passati dove in queste settimane le previsioni erano inferiori del 10%». «Chiaramente ci sarà una flessione ad agosto, in parte dovuta anche all’assenza di grandi fiere - ha aggiunto - ma noi stiamo cercando di stabilizzare l’offerta turistica in tutto l’anno, migliorando il numero di arrivi anche nei mesi che hanno minore attrattività». Se il gran numero di eventi ospitati nella città lungo l’intero arco estivo ha già tracciato la strada per dei buoni risultati anche nei prossimi tre mesi, il presidente di Bologna Welcome non intravede all’orizzonte grandi impatti negativi dovuti alla crisi di Hormuz: «La situazione internazionale è sicuramente complessa, ma il risultato immediato in termini di arrivi non ne ha risentito, anche perché i nostri turisti non transitano negli aeroporti maggiormente colpiti dalla crisi». «Inoltre - ha aggiunto - ci sono tantissimi visitatori che preferiscono evitare quelle zone rifugiandosi in altre mete come Bologna. Per il momento, quindi, non ci aspettiamo grandi contrazioni». Una prospettiva condivisa anche da Mattia Santori, consigliere comunale con delega al turismo: «Paradossalmente la situazione internazionale ha portato dei benefici, dato che gran parte del turismo europeo e americano ha preferito ripararsi in destinazioni più sicure come Bologna. C’è differenza rispetto al turismo italiano, che invece ha subito una leggera flessione dovuta al calo dei salari. Ma proprio perché il turismo straniero sta compensando, in estate ci aspettiamo dei buoni risultati». Stabilità turistica significa anche miglior benessere complessivo per l’intero tessuto economico ed è per questo che Bologna Welcome si sta impegnando ad implementare il numero di eventi anche nei mesi con meno arrivi: «Non è l’estate che preoccupa, ma periodi come quelli di dicembre e gennaio, che solitamente rappresentano un picco di bassa attrattività. Migliorando gli arrivi in mesi come questi potremmo stabilizzare anche il lavoro nel settore, che spesso è molto precario, proprio perché si tende ad assumere maggiormente nei periodi con più pressione turistica. Così facendo miglioreremmo anche il ritorno economico complessivo». Un risultato che, conferma Santori, ha portato nelle casse del Comune 23 milioni di euro nel 2025, mentre per quest’anno «è ancora presto per fare previsioni, anche se dalle sensazioni di questi primi mesi direi che dovremmo essere in crescita».
Per ottenere un simile risultato, secondo Ravaglia, Bologna può già contare su numerosi fattori: «La nostra città costituisce un centro turistico importante per due motivi principali, ossia la continua crescita dell’offerta culturale e la vicinanza ad altre mete molto amate dai turisti, come Milano o Venezia». «Elementi che da soli non bastano per pensare di arrivare a una permanenza media di quattro notti - ha spiegato - anche se un rapporto di Unioncamere ha confermato che il turismo è l’unico settore a essere cresciuto nei primi mesi di quest’anno con un +7% sul 2025, mentre quelli manifatturiero, commerciale e artigianale sono in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per questo motivo, le nostre speranze sono comunque alte». Se il turismo bolognese ha potuto annoverare buoni numeri, parte del merito va iscritto anche ai grandi eventi sportivi ospitati dalla città: «Negli ultimi anni c’è stata un grande partecipazione legata a manifestazioni importanti come la Champions League, che ha permesso di avere un’occupazione alberghiera quasi totale nei periodi in cui si è disputata. Un fenomeno che quest’anno non si ripeterà - ha aggiunto Sartori - ma stiamo comunque cercando di tenere viva l’attenzione sportiva con altre iniziative, come il museo del basket che da poco abbiamo inaugurato in occasione dei 100 anni della Nazionale italiana». Un’assenza, quella dell’Europa calcistica, che comunque «non preoccupa, dato che si sarebbe semplicemente trattato di un di più». E, a proposito di occupazione alberghiera, una riflessione va fatta anche sul numero di camere disponibili per i visitatori, che Ravaglia ritiene «sufficienti per garantire un’offerta adeguata, tanto che non abbiamo mai rilevato dei grandi sold out se non in occasione delle fiere. Oggi l’occupazione è circa del 74% e anche se c’è stato un aumento dei prezzi, che si attesta intorno all’8%, non si tratta di un incremento tale da scoraggiare i turisti». Una riflessione condivisa anche da Santori: «Il prezzo medio di una persona per camera è in crescita costante dal post-covid in poi e oggi si attesta intorno ai 115 euro. È un prezzo alto che sicuramente rappresenta un fattore positivo per l’intero sistema economico, in linea con quelli di altre destinazioni, ma non credo che costituisca un fattore di scoraggiamento per i visitatori». L’impatto del turismo a livello economico è un fattore che interessa l’intera Emilia-Romagna, reduce, secondo l’ultimo rapporto presentato da Ires (l’Istituto Ricerche Economiche e Sociali), da un vero e proprio anno da record. Sono stati oltre 13 milioni, +11,4% sul 2024, gli arrivi nella locomotiva d’Italia nel 2025, con presenze che hanno superato i 44 milioni, migliorando di 8,3 punti percentuali il risultato dell’anno precedente.
Numeri favoriti anche dalla crescita del turismo straniero, che rappresenta circa un terzo del totale, con un contributo decisivo da parte dei visitatori tedeschi. Sono rimasti al palo, invece, i salari, con gli aumenti retributivi fermi 7,7% contro un’inflazione del 17,4%. Sempre più gettonate sono però le città d’arte, tanto che Bologna ha superato Rimini nel numero degli arrivi, diventando così la prima meta turistica regionale. Sono oltre due milioni le persone che nel 2025 hanno visitato la “Dotta”, superando il numero di arrivi del capoluogo rivierasco, che ha comunque conservato il primato nei pernottamenti (oltre 7 milioni rispetto ai 5 di Bologna). Numeri che, secondo Ravaglia, rappresentano «un fatto storico importante», le cui radici si spiegano così: «Si tratta di due città che hanno una diversa capacità attrattiva. Il mare di Rimini richiama per soggiorni medio-lunghi, mentre Bologna è una città d’arte con un’attrattività media complessiva molto forte per i soggiorni brevi. È un sorpasso coerente con la nostra politica di attirare turisti attraverso l’offerta culturale, aumentando la permanenza media nella città metropolitana, che si aggira intorno ai tre giorni». Mentre Bologna Welcome lavora per promuovere il turismo nel cuore di Bologna, il Comune si sta impegnando per far arrivare sempre più turisti anche nei luoghi meno visitati: «Non stiamo più promuovendo il centro storico perché non ne ha bisogno, mentre stiamo cercando di migliorare l’attrattività di altri luoghi un po’ meno visitati come l’appennino o l’imolese, e per questo l’alleanza con Modena è significativa». Affinché questo succeda, Santori auspica maggiore collaborazione da parte del Governo: «Ciò che ci aspettiamo è un minore ostruzionismo da parte dell’Esecutivo sulla regolamentazione degli affitti brevi, perché il vero problema in Italia non è la mancanza di visitatori ma la capacità di farli convivere con la cittadinanza».
Un risultato reso possibile anche grazie all’impatto positivo delle fiere e dei congressi, dato che Bologna si posiziona stabilmente e per il quarto anno consecutivo al terzo posto in Italia tra le destinazioni più attrattive per il turismo congressuale internazionale, arrivando dietro solamente a Roma e Milano. Lo dice il ranking 2025 di Icca (l’International Congress and Convention Association), il rapporto annuale che classifica le principali destinazioni congressuali mondiali sulla base del numero di conferenze internazionali ospitate nel corso dell’anno. Secondo questo report, Bologna è tra le mete più attrattive, classificandosi al 28esimo posto in Europa e al 53esimo posto nel mondo, a pari merito con Washington e Abu Dhabi e davanti a destinazioni come Melbourne, Valencia, Rotterdam e Vancouver. Un traguardo raggiunto grazie al numero record di 47 conferenze internazionali ospitate nell’ultimo anno e a cui Ravaglia guarda con particolare favore: «È un risultato straordinario, che permette alla nostra città di godere di forme di turismo autospendenti, ovvero con una capacità di spesa superiore e con la possibilità di far aumentare la permanenza media nelle città. Sono inoltre turisti che arrivano da tutte le parti del mondo e soprattutto da Stati Uniti e Germania, che sono rispettivamente il primo e il secondo Paese da cui provengono i nostri arrivi». «Un fenomeno - ha aggiunto - che conferma l’impatto di chi viene dall’estero nel nostro settore turistico, che nella sola Bologna ha avuto nel 2026 il 61% di arrivi provenienti da altri paesi, con forti presenze anche nella città metropolitana, dove questa percentuale è arrivata al 45%». Se le fiere riescono a essere attrattive offrendo uno sguardo sempre più rivolto al futuro, grande contributo al settore turistico arriva anche da ciò che riesce a tenere vivo il passato: «Come Bologna Welcome - ha spiegato Ravaglia - cerchiamo di offrire un programma ricco, che conta oltre 200 percorsi. La grande soddisfazione però, oltre che dai cammini e da Discover Bologna, arriva dai monumenti storici come Palazzo Pepoli, arrivato a 26.000 presenze, e soprattutto l’Archiginnasio, che quest’anno ha già raggiunto quota 50.000».
Impossibile non gettare lo sguardo anche sul ricco cartellone di eventi che animerà Bologna nonostante l’assenza di chi vorrà trasferirsi per trovare rifugio dal caldo. Un calendario che è già entrato nel vivo grazie a Bologna Estate, la rassegna da oltre quattrocento eventi gratuiti che si svolgerà sotto le Torri fino al 27 settembre e che nella prima settimana di giugno ha ospitato eventi dedicati anche alla memoria dello scrittore bolognese Stefano Benni e della sua intramontabile “Luisona”. Un programma che continua con la 40esima edizione del Cinema Ritrovato, il prestigioso festival internazionale organizzato con il contributo della Cineteca dedicato ai film rari e restaurati in programma da sabato 20 al 28 giugno. Per gli amanti delle pellicole cult, l’estate bolognese proseguirà poi con il Cinema all’aperto, la rassegna che si terrà tutte le sere sotto le stelle del cielo di Piazza Maggiore e dell’Ippodromo di Bologna, in cui sono state trasferite le iniziative solitamente previste all’Arena Puccini. Ma l’estate non sarà fatta di solo cinema, grazie all’esplosione di energia di “Montagnola Republic” fino a ottobre, che raddoppierà i palchi tra stand-up, cibo e i contributi di artisti come Anna Ferrer e Quantic. A far fiorire la città ci penseranno anche i cinque mesi di eventi gratuiti e multidisciplinari de “Le Serre d’Estate” ai Giardini Margherita, che quest’anno lancia la sua Membership per custodire insieme questo piccolo gioiello all’aperto. Non mancheranno anche i grandi concerti, sia allo Stadio Dall’Ara, che ospiterà voci intramontabili della musica italiana come Max Pezzali e Zucchero, che al Sequoie Music Park, dove avranno spazio talenti emergenti come Fulminacci e lo stravagante TonyPitony. Perché, tra cinema sotto le stelle, musica dal vivo e appuntamenti culturali, Bologna non va mai in vacanza. Nemmeno d’estate.
L'articolo è tratto dal n. 22 di "Quindici" del 18 giugno 2026