Basket

Da sinistra il vicepresidente Virtus Giuseppe Sermasi e il patron Massimo Zanetti (foto di Riccardo Ruggeri)

«Non posso andare avanti all’infinito, anche per ragioni di età, ma resterò finché la Virtus avrà bisogno. È però giusto fare un passaggio e stiamo valutando due offerte di società o fondi che vogliono rilevare la squadra. La condizione che pongo è che io possa rimanere per fare un passaggio graduale e lasciare la società in buone mani». Nove anni alla guida della Virtus, otto trofei conquistati e il rilancio dalle serie minori fino alle vette europee. Nonostante le indiscrezioni, Massimo Zanetti, patron dell’Olidata ormai dal 2017, rimarrà al timone della Virtus anche per la prossima stagione, ma conferma la volontà del club di passare di mano. Due le offerte sul tavolo. Una da un gruppo americano-greco e l’altra da un gruppo americano-svizzero. «Entrambi i gruppi sono danarosi e vogliono vincere l’Eurolega. Ho spiegato che non è facile», ha aggiunto il presidente con ironia, ribadendo di voler rimanere per assicurare alla squadra una nuova presidenza all’altezza del suo prestigio. Di imprenditori bolognesi al tavolo delle trattative «neanche l’ombra», ha rivelato il presidente con tono lapidario, segno che l’epoca del mecenatismo, nel basket e non solo, sembra arrivata agli sgoccioli.

Un interesse, quello nei confronti della squadra, reso ancora più vivo dalla franchigia che la Virtus potrebbe acquistare per ottenere un “posto fisso” in Eurolega. Il costo è alto, 50 milioni da pagare in dieci anni, ma il patron ha confermato l’intenzione del club di procedere con l’acquisto: «Faremo dei conti e ci muoveremo con giudizio, ma la volontà di procedere c’è. Il posto della Virtus è in Eurolega». Servirà programmare con cura anche la prossima stagione, con il club che avrà a disposizione 25 milioni di euro per il mercato, in flessione rispetto ai 28 dello scorso anno. «Quando abbiamo speso molto di più abbiamo fatto gli stessi risultati. Non contano i soldi, ma l’armonia con cui vengono spesi all’interno della società, cosa che quest’anno ci è mancata», ha spiegato il patron, confermando l’intenzione di voler allestire una rosa giovane e con più entusiasmo. «Abbiamo cambiato indirizzo e io ne sono il responsabile. Voglio costruire una squadra giovane, con ragazzi che hanno già dimostrato di essere molto forti. Il vantaggio è che costano meno, rompono poco in spogliatoio e hanno più resistenza». Una volontà certificata anche dall’ingaggio di Álex Mumbrù come nuovo allenatore: «Ha entusiasmo, esperienza internazionale e vuole una squadra giovane, che corra sulle ali e tiri da tre punti. È stato un grande giocatore, e anche un uomo fedele, dato che ha allenato solo tre società, oltre a essere campione d’Europa con la Germania. Mi è piaciuto sin da subito e un paio di giocatori li abbiamo firmati grazie a lui». A proposito di allenatori, Zanetti ha anche svelato i retroscena dietro la scelta di esonerare Ivanovic a stagione in corso: «Sin dal primo giorno di ritiro ci sono stati contrasti. Dusko resta un allenatore che stimo molto e una persona a cui voglio bene, ma si era arrivati a situazioni difficili. Alcuni giocatori avevano manifestato la volontà di andarsene e lui aveva posto un aut aut. Non potevamo cambiare quattro giocatori, così siamo stati costretti a intervenire». Il patron ha poi speso parole di stima anche per Nenad Jakovljevic, chiamato nella difficile impresa di subentrare a stagione in corso: «È un allenatore serio e preparato. In semifinale siamo arrivati con tre assenze fondamentali e siamo stati penalizzati dagli infortuni per tutta l’annata. Resta comunque un bilancio positivo».

Intanto, la Virtus continua già a muoversi sul fronte del mercato, che dovrà portare alla corte di Mumbrù un sostituto all’altezza di Alessandro Pajola, di cui Zanetti ha confermato l’addio: «Gli abbiamo fatto una proposta importante e ho parlato con lui tre volte, ma sente il bisogno di fare un’esperienza diversa, possibilmente all’estero. Qua rimane comunque il re, e a Bologna sarebbe stato Pajo per sempre». Sguardo proiettato anche sulla nuova arena, ormai vicina a diventare realtà, con il patron che ha manifestato l’intenzione di chiamarla soltanto “Palasport Virtus”: «Stiamo costruendo un impianto meraviglioso da 11-12 mila posti. Sarà la casa della Virtus e rappresenta un elemento di grande interesse anche per eventuali nuovi proprietari». Sul fronte sponsor, il presidente si augura che «i vecchi rimangano, ma non è detto che Olidata resti. Stiamo trattando con un altro grosso marchio perché sia il nuovo title sponsor, ma è possibile anche una compartecipazione con i due promoter che si dividono su Eurolega e campionato italiano». Intanto, il prossimo 8 luglio partirà la nuova campagna abbonamenti, i cui prezzi saranno in linea con quelli dell’anno scorso, mentre il ritiro estivo si svolgerà ad agosto a Pinzolo, dove le promesse e i buoni propositi dovranno materializzarsi sul parquet.