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Il nostro Open Day con i futuri allievi (foto di Isa Grassano)

Chi sogna di intervistare registi, fare giornalismo d’inchiesta, o raccontare le storie della città che gli ha dato i natali. Ma anche chi ha già fatto esperienze lavorative in una redazione, pubblicato libri o sostenuto esami di giornalismo. Alla giornata a porte aperte del Master in Giornalismo hanno partecipato ragazzi accompagnati da tutti questi sogni, associati all’incertezza di non sapere ancora se sia la strada giusta e dalla curiosità per i tasselli che lastricano quella strada. Sono stati quasi quaranta i ragazzi, chi in presenza, chi da remoto, che oggi hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino la redazione e queste sono solo alcune delle loro storie.

C’è chi come Lucia ha già le idee chiare e la disinvoltura necessaria per reggere l’impatto con le telecamere e leggere un servizio del giornale radio senza avere una formazione in questo mondo. Viene da Roma, e il suo percorso nasce da una laurea in comunicazione. Il sogno nel cassetto è quello di intervistare i grandi autori del cinema, ma vorrebbe anche scrivere di gastronomia. E non nasconde lo stupore quando scopre che il prossimo personaggio del nostro “Quindici” sarà lo chef Massimo Bottura. Come lei, anche altri vengono da studi di comunicazione, ma i sogni non sono gli stessi. C’è chi, come Emilia, sogna il giornalismo d’inchiesta, oggi sempre più raro e messo in crisi dalle frequenti querele. Ma c’è anche chi ha già fatto un tirocinio nella redazione di SkyTg24 e aspira a stare sul campo. Chi viene dal Dams e ha coltivato questa passione già nella creazione del giornale del liceo. C’è chi si immagina le discussioni nelle riunioni di una grande testata e il confronto sul pezzo da assegnare. Tante erano le ragazze, dalle passioni più disparate, come la musica, di cui qualcuna vorrebbe scrivere nei magazine, ma anche il giornalismo legato agli esteri e alla politica, come quello delle grandi testate. Tra le partecipanti, già tre hanno subito manifestato la volontà di iscriversi al prossimo biennio, segno che raccontare l'attualità, nonostante la crisi della professione, è ancora un mestiere che affascina. Pochi i ragazzi del gruppo, che nonostante l’iniziale timidezza, hanno voluto curiosare nella nostra redazione. Qualcuno appassionato di giornali esteri, in particolare francesi sui quali ha fatto la tesi, qualcun altro ha addirittura già pubblicato un libro e fatto esperienza in una redazione locale. Storie diverse ma stessa passione, con la speranza che si trasformi in professione.