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Renato Villalta (immagine dell'ufficio stampa "Virtus Segafredo Bologna")
«Sono convinto che la Virtus possa andare a Gara 5 e puntare poi allo scudetto per salvare la stagione». Per Renato Villalta, ex presidente e bandiera delle Vu Nere, la partita è finita solo quando l’arbitro fischia. O quando la sirena suona in questo caso. Insomma, la squadra ha tutte le carte in regola per rialzarsi dopo la sconfitta di ieri sera a Venezia, che ha indirizzato la serie 2 a 1 in favore della Reyer, uscita dal Talercio con un 89-85.
A fine incontro un rammaricato coach Jakovljević ha detto: «Abbiamo perso una partita difficile da giocare e per la quale alcuni episodi hanno deciso il risultato finale. Ripartiamo dalla nostra reazione sul -10». Malgrado il risultato, la Virtus ha potuto godere di un Edwards in stato di grazia, autore di 31 punti, che da solo non è bastato per prevalere. Tra lui e il secondo nella classifica punti – Diouf con 14 – c’è un bel divario, insieme agli 11 di Niang e i 10 di Diarra.
La sconfitta contro Venezia è stata decisa dagli episodi. C’è possibilità per la Virtus di rialzarsi in Gara 4?
«Al netto della scaramanzia, io sono convinto che la Virtus possa farcela domani sera. Sui particolari, sono quelli che pesano in questa fase della stagione, bisogna stare attenti. Venezia ha avuto il vantaggio dei singoli giocatori, che hanno giocato splendidamente, ma ho la sensazione che la Virtus abbia ancora qualcosa da dire. Dopotutto la squadra tira fuori il meglio di sé quando è spalle al muro, come ha fatto con Trento».
Ieri le Vu Nere sono state discontinue in attacco, un problema che in stagione si è presentato più volte
«La proposta offensiva dipende molto dall’andamento dei giocatori. Ieri per esempio è mancato Morgan, che ha un apporto micidiale in attacco. E come ho detto prima, quando giochi punto a punto, da quel tiro da tre che segni o che sbagli dipende l’esito della partita. Infatti abbiamo perso solo di quattro punti».
Qual è la sua opinione sulla Virtus del 2026 e su questo campionato a dir poco travagliato?
«La Virtus è abituata a vivere queste stagioni così intense, ad alto livello. Quando sei impegnato su più fronti, gli infortuni ci saranno sicuramente e bisogna prevederli e affrontarli. Il cambio Ivanović-Jakovljević è stato strano, ma sono sicuro che la società abbia preso la scelta migliore per le sorti della squadra. A questo punto la Virtus deve puntare a vincere lo scudetto per salvare la stagione».