Il precedente
Giorgio Guazzaloca a Ground Zero nel 2001 (foto Ansa)
Non c’è dubbio. Di simboli, di scaramucce, di polemiche vive da sempre la politica. Nel passato, nel presente e nel futuro. E ciò che sta accadendo oggi dopo il conferimento della Turrita d’oro al sindaco di New York Zohran Mamdani ricorda un po’ la diatriba scoppiata pochi giorni dopo l’11 settembre 2001. Il primo cittadino di allora, Giorgio Guazzaloca, volò oltreoceano per incontrare il suo omologo nella Grande Mela, il sindaco di ferro Rudolph Giuliani che dal 1994 fino al dicembre del 2001 New York se la curò con amore e decisione, come un ragazzetto un po’ indisciplinato, da mettere in riga, da bacchettare con severità. Lui, Giuliani, che fu il più strenuo difensore della strategia della tolleranza zero o della finestra rotta a seconda delle preferenze simboliche di ciascuno. Divulgatore del principio criminologico e sociologico secondo cui la cura dell’ambiente urbano e la prevenzione dei piccoli reati come gli atti di vandalismo, i graffiti, la sporcizia, il degrado, sono fondamentali per prevenire la criminalità più grave.

Rudolph Giuliani, sindaco di New York dal 1994 al 2001
Ma allora qui ci casca l’asino con tutto il suo peso, ci si stupisce un po’. E non perché siano passati chissà quanti anni, figuriamoci, il 2001 è dietro l’angolo. Piuttosto perché ciò di cui si discuteva allora, ciò di cui ci si risentiva con consapevolezza o forse solo per partito preso, è nella sostanza sovrapponibile a ciò che sta accadendo oggi. E le fazioni, le ideologie, le ramificazioni poco c’entrano. Guazzaloca era un sindaco civico, appoggiato dal centro destra, un fenomeno eccezionale in una città da sempre e per sempre votata più alla direzione opposta della sordida linea politica. Venne coniato addirittura un termine un po’ serio e un po’ faceto, il "guazzalochismo", ripreso anche dalla Treccani nella sua configurazione di “sintesi di buonsenso locale e di conservatorismo scettico”. Eppure Guazzaloca forse a New York ci era andato per imparare, per acquisire da Giuliani, pur sempre nella fratellanza dell’impegno, dell’onere e del gravame, quei trucchi del mestiere che lo portarono a ripulire davvero una città che mica per scherzo era così bisognosa di uno “Sceriffo” che ripulisse le strade da quelle bagattelle che dietro celavano crimini ben più complessi e sanguinolenti. Agire sulla superficie per depurare i gangli oscuri e le profondità della devianza. E infatti gli omicidio diminuirono (anche se gli oppositori contestarono quei numeri), New York diventò davvero il centro gravitazionale del mondo contemporaneo. Eppure, anche allora le polemiche infuriarono.