sul ring
Nell'immagine Biancamaria Tessari (foto concessa dall'interessata)
La pugile Biancamaria Tessari sabato al PalaDozza combatterà il main event della serata. In palio, la cintura europea Ebu Silver dei pesi leggeri, la prima che si gioca da professionista. «È un’emozione che ho già provato quando ho combattuto per le medaglie nazionali da dilettante. Questa però ha un sapore diverso», ha espresso nella sua intervista a InCronac@. Ha 25 anni, 175 centimetri, 82 incontri dilettantistici conditi da vari titoli nazionali: per la Tessari è giunto il momento di misurarsi sul ring con in palio una cintura, il premio definitivo del pugilato professionistico. Incontro dal sapore diverso, anche perché coincide con i 125 anni della sua palestra, la Sempre Avanti. E la stessa sera sul quadrato si batterà anche il fratello, Federico Tessari.
Combatterà in una serata speciale, per lei e per la sua palestra, la Sempre Avanti. Come gestisce queste due emozioni?
«Sono contenta. La Sempre Avanti mi ha coinvolto tantissimo in questo che è un giorno di festa per noi. Io ho cambiato più volte palestra durante la mia carriera, anche, ad esempio, quando mi sono trasferita a Bologna. Vedo quanto ci tengono a me nella Sempre Avanti e so che abbiamo lavorato bene. Combattere per il titolo in una serata come questa mi darà una motivazione in più».
Lei ha già combattuto altre volte con dei titoli in palio, ma questa è la prima volta da professionista. Mentalmente sente una differenza?
«Ho già provato l’emozione di giocarmi un titolo. Nel dilettantismo ti danno la medaglia mentre nei professionisti una cintura, questa è già una differenza. Però, a parte le battute, questo è un match dal sapore diverso. Anche perché avviene in una serata così speciale e al PalaDozza, che mi piace tantissimo».
Com’è andato l’avvicinamento a questo incontro?
«Sono stati tre mesi tosti, impegnativi. Con il coach ci siamo concentrati sia sulla tattica che sulla tecnica. Ho lavorato sul mio jab, il diretto sinistro, che ora sento essere più esplosivo. E poi abbiamo alzato il livello del mio gancio e del mio montante, che non sono totalmente nelle mie corde essendo colpi corti, mentre io sono longilinea».
A proposito di longilinea. Le hanno affibbiato il soprannome “The elegance”, l’eleganza. Le piace?
«Mi fa piacere (ride, ndr). Non è che ci pensi più di tanto in realtà, però se mi chiamano così è positivo. Anche perché la boxe che piace a me è elegante, pulita».
Sabato combatterà anche suo fratello. È un affare di famiglia questo evento ormai?
«È una grande soddisfazione e sono orgogliosa di lui, visto che rientra da un pesante infortunio alla mano che lo ha tenuto fermo per circa un anno, e ora tocca a me fagli sentire il mio supporto. Anche se è il minore è sempre stato lui la mia spalla e il mio primo tifoso, e combattere nella stessa serata è una grande soddisfazione. Anche se non lo faremo uno contro l’altro. Quando era piccolo piccolo facevamo sparring, ma poi è cresciuto e abbiamo dovuto smettere».
Dopo l’incontro di Pamela Noutcho Sawa, ora tocca a lei. La boxe femminile a Bologna sta crescendo tanto.
«Sì e sono contenta di far parte di questo movimento. Pamela è stata carinissima, mi ha scritto due giorni fa un bel in bocca al lupo. Lei capisce perfettamente il mix di emozioni che hai nella testa prima di questi eventi. Il pugilato femminile sta diventando un movimento sempre più grande, non solo a Bologna ma in tutta Italia. Il livello è più alto e sempre più ragazze stanno passando al professionismo».
Per chiudere, le chiedo se è scaramantica.
«Lo sono, all’ennesima potenza. Nella settimana prima di un incontro faccio sempre tutto uguale, seguendo il mio rituale. Gli appuntamenti fissi sono due. La sera dopo aver fatto il peso si va a cena fuori, per questa volta sarà oggi per esempio. Mentre la mattina dell’incontro vado a fare una passeggiata, per svagare la mente. Ma ne ho davvero tante, nello spogliatoio devo mettere le cose sempre come dico io, oppure faccio le visualizzazioni mentali che ho preparato con la mia mental coach. Lo facevo da quando sono dilettante, è il mio modo di arrivare pronta all’incontro».