La polemica

Matteo Lepore e Roberto Gualtieri (foto Paolo Pontivi)

 

«Lavoriamo da tempo, insieme all’Associazione dei comuni progressisti, per presentare proposte che guardino davvero al bene del Paese. In questo momento il Governo non sta lavorando sulle cose che contano, come il diritto alla casa, il welfare nei territori, il diritto dei ragazzi a rimanere qui con i loro talenti. Noi proponiamo. Loro guardano da un’altra parte». Va dritto al sodo il sindaco di Bologna Matteo Lepore, ieri a fianco del primo cittadino di Roma, Roberto Gualtieri, per l’inaugurazione della quarta edizione di Portici Festival, che celebra il riconoscimento Unesco del 2021 e che ha fatto anche storcere il naso a Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura della Lega. «Manderemo una lettera alla Giunta - ha detto al Resto del Carlino -  perché non sta salvaguardando correttamente questo patrimonio unico. Il riconoscimento Unesco comporta non solo onori ma anche oneri. Se un malintenzionato viene a imbrattare il palazzo di casa mia perché il Comune fa orecchie da mercante e non è in grado di occuparsi della sicurezza e del decoro della città, non devo essere io proprietario a pagare».

Insomma, più che una festa, un inizio scoppiettante di campagna elettorale, con tavole rotonde, dibattiti e polemiche. Dallo stato di salute dei portici fino alla Turrita d’Oro consegnata virtualmente al sindaco di New York, Zohran Mamdani, intervenuto con un video messaggio. «Con l’autoritarismo in crescita in tutto il mondo - elegantissimo dal suo ufficio di Manhattan - dobbiamo essere uniti nel nostro obiettivo comune di un governo solidale e orgogliosamente di sinistra. Bologna ha una forte tradizione di questo stile di governo. Penso a Zanardi che creò i negozi di generi alimentari comunali, a Dozza che avviò i servizi pubblici dell'infanzia, a Zangheri che rese gratuito il trasporto pubblico. Tutto questo suona molto simile a quello che stiamo cercando di realizzare qui, a New York».

Se non fosse che una parte della destra non ha preso tanto bene il prestigioso riconoscimento. «Siamo oltre la fantasia - ha detto il coordinatore regionale Azzurro Donna di Forza Italia, Erika Seta - oltre persino la parodia: il sindaco Lepore che consegna la Turrita d’oro al sindaco di New York. Nessun legame con Bologna, nessuna ragione concreta. Tranne uno: il “merito” e l’appartenenza alla stessa area politica, quella della sinistra, che si autocelebra a ciclo continuo. Una scena che pare uscita da un vecchio cinepanettone politico: Lepore in versione Peppone, la banda che attacca Fischia il vento, e sullo sfondo la speranza disperata di sembrare “internazionale”».

 

Il sindaco di New York Zohran Mamdani (foto Paolopontivi)

 

E nella lotta e nel botta e risposta a distanza arriva puntuale la replica di Lepore. «Lascio le polemiche alla destra che mi sembra impegnata a inseguire il coniglio nero, che è Vannacci, mentre noi dobbiamo richiamare il Governo alle sue responsabilità. Pensare di più al fatto che l'industria del Paese è ferma, che manca la sanità pubblica, mancano i soldi per un piano per l'abitare annunciato ma non messo in pratica. Ieri sera abbiamo premiato tanti sindaci italiani che che stanno combattendo per dare alla società maggiori diritti e servizi, che si impegnano per migliorare gli asili nido, che contrastano i tagli del governo. Ed è vero, abbiamo premiato anche Mamdani, un sindaco nuovo, molto molto amato, che porta avanti misure che lui stesso ha affermato essere ispirate alla storia di Bologna. Per noi questo è un orgoglio».

Mica basta, la diatriba si autoalimenta e il gruppo di Fratelli d’Italia in Comune rincara la dose. «Lepore continua a conferire onorificenze a persone che poco o nulla c’entrano o hanno donato alla nostra Città mentre la sua maggioranza ha negato pochi giorni fa la proposta di FdI di conferire il Nettuno d’Oro a Kimi Antonelli, un nostro giovane concittadino che ha sta portando l’Italia e Bologna in alto nel mondo dello sport. Probabilmente per la sinistra che governa Bologna conta di più essere socialista e musulmano, come Mamdani, piuttosto che essere un campione bolognese. Oltre a questo, ci chiediamo e chiediamo esattamente al sindaco cosa sia la Turrita d’Oro dato che si tratta di una onorificenza abolita nel 2018 e che non è più contemplata nel regolamento comunale in materia».

Eppure, al di là del dibattito e delle prese di posizione, a sostenere i pilastri di questa nuova “Internazionale” dei sindaci c’è anche l’amico fidato Roberto Gualtieri che non esita ad appoggiare e a rincarare la trasfusione di impegno del collega bolognese. «C’è una grande sinergia tra Roma e le cose straordinarie che Matteo sta facendo qui a Bologna - ha detto ieri - senza contare anche altre realtà come gli Stati Uniti che si stanno misurando con le sfide del nostro tempo: la transizione ecologica, il diritto all'abitare, l'accessibilità dei servizi universali, la partecipazione democratica, la gestione delle diversità in modo pacifico. Ecco, questi sono i problemi che i sindaci stanno cercando di risolvere con nuove soluzioni, lavorando insieme e rafforzandoci a vicenda. Il cambiamento è necessario e intano c’è il Governo che è un po’ sordo, non fa nulla, non affronta le grande questioni, galleggia».