crisi
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore (foto Ansa)
L’avanzo del prossimo bilancio comunale sarà destinato anche a sostenere le fasce della popolazione più deboli, riducendo le disuguaglianze e le distanze tra gli stipendi di diversi settori. Parola del sindaco di Bologna, Matteo Lepore il quale, a margine della presentazione del Festival Respighi, ha detto che «i prossimi mesi saranno difficili, perché vedremo aumentare l’inflazione e i tassi d’interesse». È necessario, per il primo cittadino, fare fronte comune in un periodo di crisi economica dilagante, accentuata dalla guerra nel Golfo e dalla chiusura dello stretto di Hormuz: «Dobbiamo discutere con i sindacati dei settori più critici, come il turismo e la ristorazione, ma più in generale bisogna cercare di capire come sostenere la fascia media della popolazione, le fasce più indebolite anche dall’inflazione». Il riferimento è – anche – all’ultimo rapporto di Ires-Cgil, che segnala che un bolognese su tre (131mila cittadini) si trova sotto la soglia di povertà e percepisce meno di 21mila euro lordi all’anno. Male anche le disparità nelle retribuzioni: se nella ristorazione e nel turismo gli stipendi medi vanno dai 10 ai 13mila euro lordi all’anno, in settori come finanza o assicurazioni la cifra raggiunge i 75mila euro. Per il sindaco la città «ha bisogno di ridurre la distanza tra chi ha salari bassi e chi prende molto di più». Ed è proprio per favorire i lavoratori e le famiglie più in difficoltà che Lepore si confronterà con i suoi e con i sindacati «sull’avanzo di bilancio, per andare in questa direzione e sostenere chi è più fragile».
E poi una critica a Giorgia Meloni. Per il sindaco, il governo «non sta dando risposte su questo, non c’è nessuna politica al riguardo, stanno galleggiando».
Sulla vertenza Bonfiglioli, che sta accendendo il dibattito e il confronto tra l’azienda e i sindacati, il primo cittadino preferisce invece non esprimersi: «Non credo ci sia da aggiungere niente a una vicenda che riguarda i sindacati. In questo momento in azienda stanno discutendo tra di loro». Una settantina di dipendenti dell'azienda BCube, che si occupava in appalto del magazzino per il colosso bolognese dei riduttori, corrono ora il rischio di perdere il lavoro. La Bonfiglioli vuole prendersi carico direttamente del magazzino, sfruttando anche processi automatizzati.