la protesta

Una ragazza che restaura una pellicola a mano (foto del sito di Cineteca Bologna)

I sindacati e i lavoratori de "L’Immagine ritrovata", una delle strutture di supporto alla Cineteca di Bologna, scenderanno in piazza l’8 giugno dopo la mancata assegnazione del premio di risultato, il riconoscimento economico concesso a quei dipendenti che si distinguono grazie al raggiungimento di alcuni obiettivi specifici. Una somma aggiuntiva rispetto alla normale retribuzione che è stata invece corrisposta al personale della stessa Cineteca e del cinema Modernissimo. Una "disparità di trattamento" che ha portato la rsu aziendale, insieme a Slc Cgil e Cobas, alla convocazione lunedì prossimo di un presidio in Piazzetta Pier Paolo Pasolini, dove ha sede l'istituzione cinematografica.

Per le rappresentanze sindacali è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già incrinato. O forse meglio dire una pellicola che al laboratorio cinematografico si è rovinata nel tempo. Gli aspetti più critici? Uno stallo contrattuale che va avanti da anni e l’assenza di risposte dei piani alti riguardo temi cruciali come i livelli di inquadramento, il testo che regolamenta le trasferte e le indennità per i pasti. «Dal mese di febbraio non abbiamo più avuto un riscontro - dicono in una nota i sindacati - malgrado l'invio il 30 aprile di un comunicato sindacale che segnalava l'importanza della contrattazione territoriale prevista dal Ccnl applicato che potesse individuare strumenti sempre migliorativi delle condizioni lavorative».

Nonostante l’eccellenza mondiale riconosciuta al laboratorio di restauro digitale di pellicole e archivi fotografici, da parte della direzione «emerge un silenzio assordante», lamentano i tecnici de "L’Immagine ritrovata". «Una direzione che si aspetta alta qualificazione sul lavoro ma non dà alcun riscontro alle proprie rappresentanze sindacali democraticamente elette e che non riconosce nulla alle lavoratrici e ai lavoratori che tengono alto il livello del laboratorio».