lavoro

Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d'Italia in Assemblea legislativa (foto Ansa)

«La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un principio cardine e indiscutibile, ma un divieto così drastico delle attività lavorative all'aperto, dalle 12.30 alle 16, e privo di una preventiva fase di concertazione elastica, rischia di tradursi in un grave cortocircuito burocratico ed economico per il tessuto produttivo della nostra regione, già fortemente provato da rincari e inflazione». Marta Evangelisti, consigliera e capogruppo di Fratelli d'Italia in Assemblea legislativa, boccia l'ordinanza anti-caldo varata ieri dalla regione Emilia-Romagna. Da queste premesse verrà presentata oggi l'interrogazione alla giunta, nella quale si legge che l'ordinanza «introduce un blocco tassativo e generalizzato delle attività lavorative all'aperto nelle ore più calde e suggerisce alle imprese, come misura compensativa, di anticipare l'inizio delle attività nelle prime ore del mattino».

Critiche, secondo Evangelisti, anche le deroghe sull'emissione di rumori oltre gli orari consentiti: «La stragrande maggioranza dei Comuni emiliano-romagnoli adotta regolamenti rigidi, che vietano tassativamente i lavori rumorosi all'alba. Senza un coordinamento strutturale, le imprese si trovano nell'impossibilità legale di recuperare le ore perse, strette tra il divieto regionale pomeridiano e le sanzioni comunali mattutine».Rilevanti sarebbero anche le ripercussioni sui cronoprogrammi dei cantieri del tram - legati a fondi e tempistiche del Pnrr - sulla filiera agricola e anche la mancanza di ammortizzatori sociali per ovviare la perdita salariale subita dai lavoratori coinvolti dal fermo.

A queste parole ha riposto in giornata il presidente di regione Michele De Pascale, che apparirà stasera sul programma "Dedalus" su "ÈTv": «Capiamo le preoccupazioni e i problemi delle imprese che si trovano a dover riorganizzare il lavoro e a doversi muovere di conseguenza, però la salute viene prima di tutto. In tre anni è chiaro che il periodo si è esteso, dal mese di agosto a giugno-luglio-agosto, dal solo il settore dell'edilizia a una pluralità di settori. Di anno in anno cercheremo di migliorarci sempre e anche di creare le condizioni che tutelino e che consentano sia di lavorare che di essere protetti. Sull'edilizia abbiamo preso un provvedimento in base a cui durante le giornate di maggiore caldo variano anche gli orari».