istruzione
Isabella Conti, assessora regionale al Welfare e alla scuola (foto di Nicola Ialacqua)
«Sappiamo che è uno sforzo non banale, ma siamo convinti che con la flessibilità che abbiamo messo in campo e con la volontà di superare ogni criticità ci siano le condizioni per riuscirci». L’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, difende il progetto sperimentale che porterà all’apertura delle scuole primarie dal 31 agosto in 42 Comuni dell’Emilia-Romagna, rispondendo alle critiche arrivate nelle ultime settimane da dirigenti scolastici e amministrazioni comunali.
L’iniziativa, con l’obiettivo di sostenere la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie, prevede l’organizzazione di attività educative per i bambini dai sei agli unidic anni nelle due settimane precedenti all’avvio dell’anno scolastico, che rimane fissato per il 15 settembre.
La decisione della Regione ha scatenato diverse polemiche. Dopo la lettera firmata da 38 dirigenti scolastici bolognesi, anche l’Anci Emilia-Romagna ha espresso diverse perplessità, incentrate principalmente sui tempi troppo stretti per organizzare il servizio e il rischio di sovrapposizioni con il Piano Estate del ministero, che dovrà essere attuato proprio in quel periodo dagli istituti.
L’assessora Conti, a margine di una conferenza stampa, ha voluto sottolineare come il progetto sia al momento solo una sperimentazione «che non deve ostacolare ciò che già c’è. Per questo c’è la massima flessibilità». Alla fine dell’esperimento ci sarà una fase di valutazione per raccogliere osservazioni e correttivi, con l’obiettivo di renderla strutturale nel 2027. «Questo dialogo che è in atto lo colgo come il tentativo di dire “vogliamo farlo al meglio”. Siamo in un rapporto continuo e costante con tutti gli attori coinvolti. Vogliamo dare prova di essere una grande comunità regionale capace di collaborare per un obiettivo condiviso», ha concluso Conti.