Mobilità

I cantieri all'altezza dell'Ospedale Maggiore (foto di Sofia Civenni)

 

«Manca poco, finalmente! Tra un po’ saremo liberi dai rumori, dalla polvere e da questi cantieri. Aspettiamo tanto questo tram». Manca poco, si vede la fine, e tra chi vive da tanto tempo tra bulldozer e betoniere, in mezzo a tanti che ancora si lamentano c'è chi tira un sospiro di sollievo: i cantieri del tram a Bologna sono entrati nell’ultimo miglio. Il colpo di reni finale di un’opera iniziata tre anni fa, che costa complessivamente 800 milioni di euro e che ha visto e vede impegnati sulle strade mille operai. Un progetto che dal 2023 ha modificato la viabilità e la vita dei bolognesi, creando inevitabilmente disagi nella routine quotidiana. Strade rotte, ingorghi e congestioni del traffico, senza dimenticare i danni alle attività commerciali. Ma siamo agli sgoccioli, manca un mese e mezzo. InCronac@ è andata a vedere a che punto sono i lavori e a raccogliere gli umori della popolazione di Bologna tra rabbia, paure e speranze, percorrendo tutti i cantieri della Linea rossa del tram, che saranno dismessi a fine giugno.

A Borgo Panigale, dove si troverà il capolinea ovest, vicino a via Persicetana si sta costruendo il quartier generale della linea rossa. Qui ci sarà un parcheggio scambiatore con 338 posti auto e autobus. All’altezza della Ducati, gli operai stanno posando una delle prime pensiline: strutture metalliche con un design essenziale, coperte da un tetto di cristallo. Qui i cantieri sono finiti, la viabilità ha raggiunto l’assetto definitivo. Rimane solo una cantierizzazione leggera, a protezione di alcuni tratti dei binari fino al passaggio del tram. Entrando nel cuore del quartiere, ritornano invece i rumori di flessibili, c’è polvere, si lavora ancora per interrare i binari e rifare l’asfalto. Dal 12 maggio c’è una corsia a senso unico, che va verso la periferia. E si alzano anche le lamentele, oltre alla speranza. «Con l’auto qui non si può girare, è proprio un caos, fortuna che io ho sempre preso l’autobus», dice una donna che passeggia con un’altra, a braccetto. Che di rimando: «Tra un po’ sarà finita, era anche ora. Anche se ultimamente sembra che si giri meglio. Si vede che siamo alla fine, io non vedo l’ora».

Altre due residenti stanno aspettando l’autobus, davanti alla piazza del mercato, per spostarsi verso il centro. Una di loro urla al disastro: «I bus passano quando passano, una volta a Bologna il tram c’era, c’è un motivo per cui l’hanno tolto, no?». L’amica è indignata anche per un altro motivo: «Ma lei si rende conto di che giro fa ora l’autobus per tornare verso il centro? Per chi ha la macchina sarà un problema… le persone dovranno parcheggiare in fondo, nella Persicetana, e poi prendere i mezzi». Due passanti che hanno fatto la spesa al mercato vicino fanno a gara per dire la propria, parlandosi addosso. «Noi abitiamo al Pontelungo, dal 2022 siamo vicino a dei cantieri perché hanno rifatto le arcate. C’è rumore continuo e torniamo sempre a casa con le scarpe bianche di polvere». Si muovono in autobus. «É impossibile girare con la macchina, quante volte in questi anni le gomme si sono bucate? Siamo anziane, non possiamo fare diversamente, per noi è faticoso». Secondo loro i lavori hanno rovinato il quartiere, lo hanno svalutato. «Tanti negozi hanno chiuso, hanno tolto tutti i parcheggi vicino alla piccola merceria, c’era una drogheria, un tabaccaio…come potevano sopravvivere?»

Un punto critico è il ponte della ferrovia, percorribile a senso unico verso l’esterno della città. I binari qui sono posati praticamente ovunque, ma si deve ancora finire di asfaltare. «Prima sul ponte c’era una fermata, utile per chi doveva andare a prendere il treno. Ora l’hanno tolta, ce ne sarà una prima e una dopo… comodo!, vero?», continuano le due cittadine. Scesi dal ponte sulla ferrovia, il tratto tra via della Pietra e il Pontelungo torna percorribile in entrambi i sensi di marcia. Proprio da via della Pietra passa il bus che ritorna verso il centro, provenendo da via Togliatti. Si alternano tratti in cui la posa è terminata, altri in cui ancora no. Alla fermata del bus ci sono le donne che prima erano al mercato, vogliono raccontare ancora qualcosa, mostrare i negozi che hanno chiuso, gli stalli per le soste che non ci sono più. «Signorina, prima ci siamo dimenticate di dirle delle cose! Hanno rovinato Bologna in questo modo». «Però ci auguriamo che funzioni tutto bene, ci mancherebbe altro… almeno sul Pontelungo ci hanno fatto due bei marciapiedi adesso!». Un passante si accoda: «Se Lepore viene qua poi facciamo un bel discorsetto».

Superato il Pontelungo, dove ci sono già binari e asfalto, in Santa Viola si torna al doppio senso di marcia, ai margini della carreggiata, lungo il tratto di via Emilia Ponente compreso tra il Pontelungo e via Battindarno. Gli autobus passano molto lentamente, non c’è tanto posto. Alcuni operai sono impegnati nella posa del cemento, ci sono le betoniere che funzionano a pieno regime, altri invece lavorano in un tratto in cui si fanno i cordoli e le banchine, occupandosi dell’illuminazione. «I lavori vanno avanti bene – raccontano nei più diversi accenti che riflettono le loro provenienze – per luglio sarà finito, e pensiamo per dicembre terminerà anche il collaudo». Davanti all’ospedale Maggiore c’è più congestione del traffico, quattro strade che si incrociano ai semafori, una difficoltà in più per l’ambulanza a sirene spiegate che cerca di sgusciare via tra le auto ferme. Ma è l’ultimo tratto critico per la zona ovest della città.

Arrivati in centro, si vede subito la nuova pensilina in via San Felice, ovviamente identica a quella di Borgo Panigale. I lavori si concentrano in via delle Lame e all’incrocio tra via Ugo Bassi, via San Felice e l’angolo di via Marconi. In via delle Lame, aperta a senso unico verso la periferia, si vedono i binari, gli operai stanno lavorando per riempire le buche con il cemento, alla pavimentazione e ai cordoli. Verso via Marconi, invece, ci sono ancora le macerie, stanno rompendo l’asfalto. C’è molto caos, si incontrano vie importanti. In pochi metri ci sono passanti che cercano di attraversare la strada accanto a operai che trasportano carriole, bici che non sanno dove andare, bus e auto che strombazzano. La gente sbuffa e borbotta per la polvere, per il rumore forte, ma si sente anche qualche «meno male che tra un po’ lo vedremo girare, questo tram». In via Ugo Bassi si sta rifinendo l’ultimo pezzo di linea, i lavori sono davvero agli sgoccioli. Qui la strada è percorribile a senso unico verso il centro fino a via Nazario Sauro. Due commercianti che hanno un negozio di profumi e una merceria sono di umore leggermente diverso. «Ci ha molto danneggiato, la clientela è diminuita, la gente è meno invogliata a fermarsi e a entrare… qui davanti il passaggio per i pedoni è più stretto, speriamo di riuscire a rimanere aperti». Dal negozio di vestiti l’umore è migliore: più che sul passaggio, si conta sulla clientela abituale. «Ovviamente se un cliente ha poco tempo per fare acquisti, non trova il parcheggio, non viene durante la settimana… deve rivedere le sue abitudini. Però il tram porterà benefici, qui davanti lavorano davvero veloci, si tratta di resistere un po’…e poi se i clienti vedono noi commessi con il muso, di sicuro passa loro la voglia di entrare e acquistare».

Anche nella parte nord-est della città, i lavori procedono a velocità diverse. Sul ponte Matteotti, vicino alla stazione, il cantiere è al centro della carreggiata, spostato verso i viali. Nell’orario di punta, la zona è molto congestionata. I vigili urbani regolano il traffico, non possono mettersi in coda davanti al semaforo, troppi autobus. È la zona in cui i cantieri della linea rossa si incontrano con quelli della verde. In via della Liberazione in Bolognina sono iniziate, a partire dall’intersezione con via Stalingrado, le operazioni di asfaltatura definitiva. Procedendo verso est, in viale Aldo Moro si respira tutt’altra aria. I lavori sono terminati e rimangono solo dei cantieri leggeri a protezione dei binari. Stessa cosa in viale Europa e viale della Fiera: la viabilità è quella definitiva, con almeno due corsie per senso di marcia. Anche in viale della Repubblica i cantieri servono solo a proteggere i binari, non c’è un operaio in giro. Nel tratto di via San Donato compreso tra viale della Repubblica e via Andreini, la viabilità è consentita a senso unico verso il centro, a margine del cantiere. Davanti ai giardini Bentivogli la strada fa una curva, la corsia per le auto e bus è molto stretta. Ma non è il problema più grande. La fiorista all’incrocio tra via San Donato e via Tommaso Salvini, lì vicino, lamenta che sono stati cancellati 85 parcheggi, tra San Donato e San Donnino. «I clienti non si fermano a comprare i fiori se sono a piedi o in bici, e figuriamoci se vengono in tram… Lepore è venuto a parlare con tutti i commercianti della zona, ma da me non si è fatto vedere. È una delusione, davvero lo rivoteranno?». Ma c'è chi pensa che se il tram sarà pronto in tempo, le elezioni le vincerà. Una ragazza alla fermata dell’autobus è contenta, la sua vita non è troppo cambiata. «Il mio bus fa sempre lo stesso giro, e sono entusiasta per questo tram. Ora si va anche meglio, c’è meno confusione rispetto all’inizio». Tra viale Zagabria e via Andreini la situazione è questa. Un'unica corsia, che non è dritta ma fa lo slalom tra i vari cantieri a destra e a sinistra, aperta in direzione centro. Uscendo, nella porzione tra viale Zagabria e la tangenziale, il cantiere è invece al centro della strada, le auto girano a entrambi i lati. I binari non ci sono ancora tutti…ma si vede vicino il traguardo.