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Lo stabilimento dell'Electrolux a Forlì (foto Ansa)
Sulla situazione Electrolux «siamo veramente molto preoccupati», osserva il presidente della Regione Michele de Pascale, commentando il taglio di organico che la multinazionale ha in programma per la sede emiliano-romagnola. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 25 maggio alle 15 a Palazzo Piacentini, un tavolo di confronto urgente per affrontare il piano di riorganizzazione industriale presentato dall’azienda svedese. «Spero di risolvere anche questa crisi» ha detto il ministro.
A Forlì in viale Bologna, questa mattina, si è tenuto un presidio di fronte ai cancelli e un’assemblea in fabbrica. L’obiettivo? Contrastare la decisione di Electrolux di licenziare dal suo stabilimento 400 operai con il rischio di dimezzare l'organico. Un piano, che il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, considera «una seconda alluvione». L’operazione si inserisce nel più ampio “processo di ottimizzazione” o un “piano di riassetto”, come lo definisce l’azienda. A livello nazionale, l’impresa svedese leader nel settore degli elettrodomestici con cinque sedi in tutto il Paese, ha annunciato di voler eliminare circa 1.700 posti di lavoro, pari a quasi il 40% della forza lavoro del gruppo. Se per lo stabilimento di Ancona è prevista la chiusura totale, quello di Forlì se la cava poco meglio con il settore dei piani cottura che sarà dismesso di netto.
Un’operazione «inaccettabile» secondo i sindacati. Cgil e Uil di Forlì sono già passati all’azione: questa mattina, infatti, si è tenuto un presidio di fronte ai cancelli della fabbrica dalle 5.30 e un’assemblea in sciopero alle 8. Hanno poi richiesto un tavolo nazionale immediato con Governo, Regioni, enti locali e sindacati. «Ci troviamo di fronte all'ennesima tragedia occupazionale e industriale che colpisce il nostro territorio - dicono il segretario generale Cisl Romagna Francesco Marinelli e il segretario Fim-Cisl Romagna Giacomo Gasperoni - una situazione che rischia di avere conseguenze pesantissime su centinaia di famiglie e sull'intero tessuto economico della Romagna».
«Sia l'assessore Giovanni Paglia che l'assessore Vincenzo Colla sono sul pezzo – assicura de Pascale -. Continuiamo a vivere situazioni complesse: è stato un anno e mezzo di continue gestioni di crisi aziendali in questa regione. Organizzazioni sindacali e istituzioni lavorano fianco a fianco e siamo riusciti ad affrontarne moltissime».
Il presidente della Regione però allarga il ragionamento alla situazione complessiva del sistema industriale italiano ed europeo. «I dati sulla produzione industriale nel nostro Paese sono drammatici abbiamo circa 30 mesi di calo e stagnazione della produzione industriale. È un'emergenza nazionale ed europea. In questo difficile momento serve che tutte le istituzioni si attivino concretamente per contrastare il processo di deindustrializzazione che sta colpendo il nostro territorio romagnolo e l'intero Paese».