Bologna FC 1909

L'allenatore Vincenzo Italiano durante la partita contro la Juventus (foto dal sito Bologna Fc) 

 

È una stagione, quella del Bologna, che è caduta a picco proprio sul più bello, tra sogni europei e realtà di classifica che ora chiedono il conto. I rossoblù escono dalla settimana più difficile dell’anno con due colpi durissimi: la disfatta contro l’Aston Villa, che ha chiuso di fatto il percorso in Europa League, e il ko contro la Juventus in Serie A.

«Concessi troppi spazi», ha commentato il tecnico Vincenzo Italiano nel post partita, fotografando una squadra che ha perso brillantezza proprio nel momento più decisivo della stagione. A Torino il Bologna ha confermato le difficoltà. Bernardeschi è entrato ma si è fermato subito per infortunio e anche Helland ha accusato problemi fisici, aggravando un quadro medico già complicato.

Questo doppio passo falso ha chiuso definitivamente una parentesi che, fino a poche settimane fa, alimentava ambizioni importanti. Dopo il disastro di Birmingham, la gara in campionato è stata amara, con la sensazione che le energie fisiche e mentali siano naufragate Oltremanica. Adesso resta solo il campionato, con cinque partite che diventano fondamentali per non disperdere i bei risultati e le positive sensazioni costruite nella prima parte dell'annata.

La classifica, infatti, non perdona più. Se fino a poco tempo fa il Bologna poteva guardare all’Atalanta e sognare un nuovo assalto, oggi la situazione si è ribaltata. Lazio e Sassuolo sono vicine, pronte ad approfittare di ogni passo falso. L’ottavo posto diventa il minimo sindacale, ma anche un confine delicato da difendere. Scendere più in basso significherebbe una vera e propria battuta d’arresto per un progetto tecnico che in estate potrebbe andare incontro a una rivoluzione.

Sul piano economico, l’eliminazione ai quarti di Europa League pesa, ma non cancella il percorso. La società incasserà circa 22 milioni tra parte fissa e variabile, una cifra inferiore rispetto ai circa 36 milioni della passata stagione dopo l’uscita dalla Champions. Una somma importante, ma in larga parte già assorbita dagli investimenti di mercato. Rowe è costato circa 17 milioni, mentre Helland circa sei.

La strada futura, però, dipende ancora dal campo. L’Europa non è del tutto svanita, anche se il cammino è legato soprattutto a incastri favorevoli in Coppa Italia. Solo in questo caso, infatti, si aprirebbe uno spiraglio verso la Conference League, competizione che garantisce introiti ridotti rispetto all’Europa League, ma che resta comunque un traguardo europeo.

Nel frattempo, Italiano prova a tenere insieme il gruppo e a dare una direzione chiara a un finale di stagione che ha perso i contorni del sogno e assunto quelli della gestione. «Non cerco alibi», ha spiegato l’ex viola, sottolineando come i rossoblù non si siano praticamente mai allenati dopo Birmingham, e come la Juventus abbia avuto una settimana intera per preparare la sfida. «La stagione è finita tra virgolette - ha aggiunto - ora queste cinque partite ci servono per crescere e difendere la posizione».

Resta così un Bologna a due facce: brillante e coraggioso in Europa fino ai quarti, fragile e discontinuo in campionato nel momento cruciale. Adesso bisogna solo difendere il posto in classifica e salvare una stagione che nella prima parte ha regalato sogni, ma che ora rischia di lasciare soprattutto rimpianti.