morti bianche
Michele Bulgarelli, segretario Cgil Bologna (foto di Tommaso Sfregola)
«Nelle prossime settimane partiremo con due proposte di legge di iniziativa popolare. Una sulla sanità pubblica, l’altra sugli appalti». Sì, perché per la Cgil di Bologna e per il suo segretario generale, Michele Bulgarelli, appalti e subappalti sono una delle principali cause di sfruttamento e morti sul lavoro. Sempre per la Cgil, infatti, il 70% degli infortuni nei cantieri avviene in regime di subappalto.
Bulgarelli, durante il convegno “A due anni dalla strage di Suviana. Le nostre lotte per un lavoro sicuro”, ha anche ribadito «che è fondamentale accertare le responsabilità» due anni dopo il disastro della centrale di Bargi, che costò la vita a sette lavoratori. «La verità – ha ribadito il segretario generale della Cgil di Bologna – è ancora sepolta sotto tre piani d’acqua. Si deve avviare il processo il più in fretta possibile e arrivare alla ricostruzione dei fatti per evitare che succeda in altre centrali». Anche per questo, sostiene Bulgarelli, «Enel non deve abbandonare il territorio e prendersi le sue responsabilità. Deve svuotare la centrale dall’acqua e farla ripartire, senza di essa il comune di Camugnano perde 80.000 euro l’anno».
Dello stesso avviso anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che a margine del convegno “Appenniners” in Comune, nella Cappella Farnese, ha sottolineato l’importanza di «non lasciare questo territorio senza una strategia importante come quella dell’idroelettrico che, peraltro, è assolutamente necessaria in questo momento di tensioni internazionali e di aumento dei prezzi». L’intervento fa eco alle parole di ieri del presidente della Regione, Michele de Pascale, durante la commemorazione dei due anni dalla strage. «Come Regione – ha detto de Pascale – ci facciamo carico degli appelli e vogliamo rilanciare il sito. Tuttavia, finché le indagini sono in corso, non si può procedere. Non si può però perdere un’opportunità di produrre energie da fonti rinnovabili, soprattutto in questo momento».