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Carsen Edwards, guardia Virtus Bologna (foto Ansa)
Piove sul bagnato in casa Virtus, orfana dell'esonerato Ivanović, con i play in di Eurolega sempre più distanti e con ben sei incontri previsti per le prossime due settimane. Alla vigilia dell’incontro in casa con Paris, la Virtus si ritrova al sedicesimo posto in Eurolega, a sette punti dal decimo posto valevole per la prossima fase. Unica gioia il campionato, in cui la squadra dovrà tenere saldo il primo posto in per salvare una campagna che secondo molti poteva portare più gioie.
Sul palcoscenico europeo, tra le Vu Nere altre e il Monaco scalpitano cinque squadre nel mezzo a contendersi il decimo posto. Un’eventuale vittoria domani contro Paris difficilmente riaccenderà la corsa qualificazione, ma almeno interromperebbe la serie di quattro sconfitte consecutive in Europa. Tuttavia, nonostante una difesa non irresistibile, i parigini sono un team dai ritmi alti, che cerca spesso il tiro da tre, sfrutta le transizioni veloci, mette pressione sui portatori di palla e punta a creare caos nella metà campo avversaria per generare tiri facili e rimbalzi offensivi.
Una situazione descritta al meglio dall’analisi di Nenad Jakovljević, neo allenatore delle Vu Nere: «Ci attende una squadra molto atipica, in quanto gioca in un modo estremamente veloce, con molti possessi e molti punti in transizione e contropiede, sfruttando al meglio anche gli uno contro uno in campo aperto. Domani sarà decisiva la difesa: transizioni, uno contro uno e protezione del canestro». Gli fa eco Luca Vildoza, che esorta la squadra «a cambiare faccia, specialmente dopo questa serie di sconfitte e l’esonero del coach. Dobbiamo mostrare un volto diverso e dimostrare il nostro reale valore, con la consapevolezza e l’orgoglio per la società che rappresentiamo».
I ragazzi di Jakovljević, dunque, dovranno buttare il cuore oltre l’ostacolo, soprattutto con ancora l’ombra dell’esonero di Ivanović pochi giorni dopo la sconfitta nell’euroderby contro Milano. Una decisione che, secondo molti, sarebbe arrivata comunque in estate, anticipata però dagli obiettivi mancati in stagione, come le uscite premature da Supercoppa e Coppa Italia, e l’ultimatum dell’allenatore alla dirigenza: «O tenete me, o tenete Carsen Edwards».
Infatti, il rapporto tra l’allenatore e la stella statunitense non è mai decollato: l’ex Nba ha alternato prestazioni di alto livello (con i 32 punti al Real Madrid ha raggiunto i 519 punti in una stagione di Eurolega, più di chiunque altro nella storia della Virtus) a partite deludenti, complice anche la sua gestione in certi incontri come contro Olimpia, dove ha giocato solo nove minuti. Adesso la squadra, affidata all’assistente dovrà subito mandare un segnale positivo, e una vittoria contro Paris potrebbe risollevare gli animi.
La Virtus dovrà affidarsi all’esperienza di Edwards e del suo roster anche in campionato, per tenere saldo il primo posto e assicurarsi un’accoppiata più favorevole per i play off. Sono solo due, infatti, i punti che separano le Vu Nere da Brescia (uscita sconfitta dalla finale dell’anno scorso contro la Virtus), mentre Venezia e Milano distano quattro punti. La gara del 5 aprile proprio contro Venezia, dunque, può essere un buon punto di partenza per ripartire.