La polemica
La vicesindaca Emily Clancy (foto di Riccardo Pirrò)
«È necessario uscire dalle polarizzazioni. Penso che ci sia bisogno di confrontarsi tornando a parlare della complessità. Non ha senso paragonare il contesto degli anni di piombo a quello che sta succedendo in città». La vicesindaca Emily Clancy torna sulla contestazione subita da esponenti dei collettivi durante la commemorazione di Francesco Lorusso e commenta le polemiche emerse intorno al cantiere del Museo dei bambini al Pilastro chiedendo di abbassare i toni e «uscire da letture semplicistiche».
«Il dibattito politico si sviluppa ormai anche sui social dove bisogna fare i conti con la viralità dei contenuti che si pubblicano. Questo vuol dire che alcuni messaggi vengono semplificati e si arriva a un clima sempre più esacerbato», commenta Clancy.
Per descrivere movimenti di protesta come quello del Pilastro è necessario riferirsi tutti i fattori che caratterizzano le manifestazioni, considerando sia le rivendicazioni dei cittadini che la cronaca dei cortei: «So che ci sono sia persone che sono sinceramente preoccupate per l'ambiente e che pensano che al Pilastro servano altri progetti e vogliono dialogare, sia manifestanti che hanno bersagliato degli operati con del materiale di risulta o hanno smobilitato il cantiere più di una volta. Sono due dimensioni che vanno tenute in considerazione quando si parla del Muba».
Nelle mobilitazioni che da circa due settimane si sono opposte al progetto che dovrebbe sorgere nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini, secondo Clancy, ci sarebbero anche dei giovanissimi che si aggregano ai cortei spinti da un risentimento non strettamente collegato alle rivendicazioni del movimento. «Dobbiamo capire da dove arriva la rabbia sociale che sta dietro le proteste – riflette Clancy - Non penso che sia una dinamica che riguarda solo Bologna, ma dobbiamo interrogarci per capire da dove viene». E sul confronto con la cittadinanza sul Muba aggiunge: «Abbiamo già detto che ci saranno occasioni di dialogo con la città. Sono certa che continueranno a essere organizzati momenti di dialogo e di confronto».