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                                                                                                             Un corridoio d'ospedale (foto Ansa)

 

Aumentano gli atti di violenza contro gli operatori sanitari in Emilia-Romagna: è quanto afferma il nuovo report della Regione. Nel 2025 si è registrato un aumento dell'1,2% delle segnalazioni rispetto all'anno precedente, arrivando a un totale di 2.715 episodi. La stragrande maggioranza di questi casi (90%) avviene all'interno del settore pubblico.

La forma di aggressione più comune è quella verbale (89,1%), seguita da quella fisica (28,1%) e dai danni alla proprietà (17,7%), ovviamente perché alcune violenze sono di vario tipo. Gli infermieri rimangono la categoria più colpita, rappresentando il 59,6% dei casi totali. Gli episodi verso i medici sono aumentati dal 13,6% al 15,8%. Sebbene in termini assoluti le vittime siano per lo più donne (73,8%), se si rapporta il dato al numero totale dei dipendenti, la percentuale di uomini coinvolti (3,8%) è quasi identica a quella delle donne (3,7%).

Per l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, le aggressioni verso il personale sanitario «incidono profondamente sul clima organizzativo, sulla motivazione professionale e sulla capacità del sistema sanitario di rispondere in modo efficace e umano ai bisogni di cura»; Fabi afferma inoltre che la Regione sta cercando di contrastare il fenomeno «anche grazie alla piattaforma SegnalER che consente agli operatori di segnalare in modo sicuro e immediato gli episodi di violenza. A ciò si affianca anche la campagna regionale di comunicazione e sensibilizzazione "Più cura per chi cura"».