solidarietà
Il centro educativo nel complesso di San Giuseppe (foto Christian Caporaso)
«Karé significa “piazza” in aramaico, e questo spazio nasce proprio per essere proprio come una piazza: un luogo di incontro e relazioni per ragazzi», ha detto Angelo Dattilo, presidente della Cooperativa DoMani, all’inaugurazione dell’hub educativo nato all’interno del complesso San Giuseppe in via Pontevecchio a Bologna. Si tratta di un centro nato per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, rivolto nello specifico ai minori stranieri non accompagnati, agli adolescenti a rischio emarginazione o a quelli finiti in un circuito di giustizia minorile.
L’iniziativa, operativa fino al 2028, fa parte del Progetto Pim (Polo per l’inclusione Minorile) e ha l'obiettivo di proporre ai ragazzi tra i 15 e i 19 anni un percorso di crescita versatile che alterna momenti di formazione professionale all’apprendimento della lingua italiana, senza tralasciare i preziosi spazi di aggregazione libera.
Dalla sua apertura, a novembre 2025, il centro ha accolto più di 80 ragazzi. Sono divise in due le attività che si tengono a Karé. La mattina è dedicata ai laboratori finalizzati all’acquisizione di una serie di competenze di base. Tra questi spiccano i corsi di falegnameria, di imbiancatura e l’officina ciclistica gestita da Rupez, associazione che utilizza la riparazione di biciclette e monopattini e fornisce ai partecipanti mezzi di trasporto affidabili. Il pomeriggio, invece, diventa uno spazio ad accesso libero che si presenta come un'alternativa per tenere i ragazzi lontano dalla strada. Una possibilità, non un’imposizione, quella di Karé. Un contesto informale e accogliente dove i giovani possono costruire legami di fiducia con gli educatori del centro.
«Do il benvenuto a un luogo bellissimo, una "piazza" che ci aiuterà a costruire un futuro per questi ragazzi», ha detto l'arcivescovo Matteo Zuppi presente all'inaugurazione di Karé.