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La conferenza all'Opificio Golinelli (foto di Sofia Pellicciotti) 

 

Sono circa 50 le aziende coinvolte, insieme al Comune e a sei centri antiviolenza, nel percorso “Parità di genere: dialoghi tra istituzioni, imprese e mondo delle associazioni”, creato per contrastare la violenza sulle donne e sostenerle nel percorso lavorativo. Tra queste le più grandi Ncv, Aeroporto Marconi, Tper, Gruppo Hera, Automobili Lamborghini ed Emilbanca, riunite nella Rete capo D che dal 2019 promuove la cultura dell’uguaglianza nelle imprese. «Il 94% dei casi di violenza di genere nel territorio metropolitano è agito da una persona conosciuta – spiega la vicesindaca Emily Clancy, in apertura della conferenza di questa mattina organizzata all’Opificio Golinelli – partner, ex partner, amico, collega, familiare. Per questo i luoghi di lavoro possono essere alleati fondamentali nella prevenzione e nel contrasto. Vogliamo creare un’alleanza solida per rendere Bologna un territorio socialmente responsabile».

Politica, imprenditoria e terzo settore si uniscono per generare modelli di contrasto alla violenza. A fare da collante tra questi tre mondi è il lavoro: «Stiamo collaborando con Rete capo D – spiega Clancy – per capire come inserire nelle aziende del territorio le donne che fuggono dalla violenza. Parallelamente, abbiamo fatto dei protocolli con i centri antiviolenza, per accompagnare la donna nell’autonomia abitativa e lavorativa». Il luogo di lavoro, infatti, è per la vicesindaca un elemento strategico nel promuovere una cultura del rispetto. «È uno spazio – precisa – in cui ogni giorno passiamo tante ore tutti insieme. Qui possiamo imparare a riconoscere i segnali di violenza e dare alla vittima gli strumenti per uscire da una situazione di violenza». In questo modo il lavoro può diventare un punto di partenza per delle politiche concrete, tra le quali, suggerisce Linda Serra della start-up Work Wide Women, la parità salariare, i sistemi di segnalazione anonimi e il rispetto dei dati personali delle vittime. Le imprese insomma non sono luoghi neutri, ma spazi in cui le persone devono sentirsi libere di parlare e chiedere aiuto. Ne è convinta Lucia Ghirardini, presidente di Rete Capo D, che a margine della conferenza sottolinea come «la sicurezza psicologica debba essere parte integrante del modo di fare impresa. Solo così si può davvero fare la differenza». 

L’iniziativa, che fa parte del Piano per l’Uguaglianza della Città metropolitana di Bologna avviato nel 2019, assume un valore simbolico in vista dell’80esimo anniversario del voto alle donne: «Sono passati 80 anni da questa importante conquista ma l'occupazione femminile in Italia resta inferiore rispetto a quella maschile. Questo – aggiunge Clancy – restituisce la responsabilità di quanto ancora ci sia da fare». Un segnale positivo, aggiunge in chiusura «è il fatto che ragazze sempre più giovani si rivolgano ai centri antiviolenza: significa che i campanelli d'allarme vengono riconosciuti prima».

 

La vicesindaca Emily Clancy (foto di Sofia Pellicciotti)