Ambiente
Un volantino della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti (foto Dire)
Le Torri di Bologna potrebbero diventare cinque, se si contassero le oltre 22.400 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici raccolte nel 2025, anche detti Raee, il cui peso totale equivarrebbe a quello di ben tre torri Eiffel. A comunicarlo è il Consorzio del Sistema Erion, ente nazionale no profit dedicato alla gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici e al recupero di materie prime seconde.
Rispetto al 2024 l’Emilia-Romagna è cresciuta del 6% per quantità di Raee gestiti, posizionandosi al quarto posto tra tutte le regioni italiane. Tra le province Bologna si conferma capoluogo di nome e di fatto. Prima della classe, la Dotta, per numero di rifiuti elettronici raccolti: 9.000 tonnellate raccolte. Seguono Modena a quota tremila, Forlì-Cesena e Reggio Emilia (2.000), e Parma quinta (1.400). Fanalino di coda Piacenza con 745 tonnellate gestite.
Questo sistema di riciclo ha permesso non solo di ridurre l’emissione nell'atmosfera di quasi 75.000 tonnellate di Co2 e di risparmiare oltre 30 milioni di kilowattora di energia elettrica, cifra pari ai consumi domestici annui di una città più grande di Fidenza. In questo ambito Bologna si è dimostrata particolarmente virtuosa con 30.000 tonnellate di CO2 evitate e oltre 12 milioni di kWh di energia elettrica preservati.
Secondo il consorzio Erion «l'aumento di Raee raccolti in Emilia-Romagna nel 2025 è un risultato incoraggiante e superiore rispetto all'aumento registrato a livello nazionale — il cui aumento medio è del 3% — ma ancora troppo distante dai target fissati dall'Unione Europea». Il successo emiliano-romagnolo non basta infatti a raggiungere l’obiettivo per l'Italia che dovrebbe passare da sei a dodici chili di scarti per abitante, raddoppiando la quantità di Raee raccolta nel 2025.
Ma quali sono le tipologie di rifiuti inseriti in questo sistema? Lavatrici, lavastoviglie e forni rappresentano con 12.000 tonnellate quasi il 50% del totale in Emilia-Romagna. Poi ci sono frigoriferi e congelatori con all’incirca 7000 tonnellate, tv e monitor con 2000 tonnellate, finendo con 1.900 tonnellate di piccoli elettrodomestici. Senza dimenticare le 26 tonnellate raccolte da sorgenti luminose (come le lampade).
Lo smaltimento di questa serie di oggetti e dispositivi di uso quotidiano ha permesso di recuperare ferro per 12.000 tonnellate, plastica per 3000, rame per quasi 600 e alluminio 500 tonnellate. Non sono numeri da poco, eppure «anche in Emilia-Romagna la raccolta è stata rallentata da un'eccessiva complessità burocratica», spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Erion Weee.
Una variabile con la quale bisogna per forza fare i conti, e che, lamenta Arienti, «non permette di sviluppare un sistema di riciclo efficace né di recuperare le Materie Prime Critiche», ovvero di batterie, pannelli solari, motori elettrici... Tuttavia, riconosce il direttore di Erion, «le recenti misure legislative approvate dal Parlamento italiano rappresentano un'opportunità concreta per invertire questa tendenza. Un percorso già avviato nel quale anche l'Emilia-Romagna potrà offrire un contributo per lo sviluppo del sistema nazionale».