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Il mercato del lunedì in piazza VIII Agosto (foto di Sofia Pellicciotti)
Ogni lunedì il mercatino di Campi Aperti anima piazza VIII Agosto. Una decina di bancarelle disposte su due file racchiude uno spazio che, per poche ore, diventa un luogo di socialità e ritrovo. Tavoli e panche sono circondati dalle verdure biologiche, da filoni di pane fresco e birre prodotte localmente. «Il nostro mercato – racconta Duccio Versini, che gestisce una piccola vigna a Marzabotto – ha una dimensione politica e di socialità che va oltre la semplice vendita. Siamo un’associazione di piccoli produttori, la fiducia del consumatore per noi è fondamentale». Sulla fiducia si basa l’intera struttura di Campi Aperti, a partire dalla certificazione della qualità biologica dei prodotti. «La differenza sostanziale con gli altri mercati contadini – continua il viticoltore – è che noi ci siamo inventati un sistema di autocontrollo e garanzia partecipata. I controlli sul biologico ce li facciamo noi a turno, tra aziende concorrenti o anche che producono prodotti diversi, perché vengano garantiti gli standard di un prodotto genuino, sano e bio». Il costo delle certificazioni, infatti, può variare dai 600 ai 10.000 euro l’anno, a seconda della grandezza dell’azienda. Per entrare in Campi Aperti, invece, non è fondamentale pagarlo, perché il sistema interno di verifica basato sulla fiducia assicura la biologicità del prodotto. «Senza nulla togliere al mercato contadino tradizionale – dice Andrea Zani, apicoltore che da sei anni fa parte della rete per la sovranità alimentare – noi non siamo come gli altri. Siamo un mercato di produttori senza intermediari, abbiamo un’autogestione e un sistema di autocontrollo che in altri mercati non esiste». Ne è convinto anche Versini, che spiega come lo scopo principale dell’associazione sia quello di creare un rapporto diretto tra il consumatore e chi produce il cibo. «La nostra è una vendita che nessun altro fa. Il mercato contadino delle associazioni di categoria in realtà si basa su una logica di compravendita, quindi di acquisto anche i prodotti da parte di altri. Non c'è nessun problema, ma noi siamo altro».

Vendita di verdura biologica in piazza VIII Agosto (foto di Sofia Pellicciotti)
Un elemento essenziale di Campi Aperti è la socialità. «Nei nostri mercati la gente va a fare la spesa non solo per comprare – racconta Andrea Zani – ma anche per fare due chiacchiere, stare in compagnia, fare l’aperitivo. I mercati sono quasi tutti dopo le 17 per dare la possibilità a chi esce da lavoro di unire il momento della spesa allo svago». Quando il mercato del lunedì si è spostato dalla sede storica in piazza Verdi in piazza VIII Agosto, il timore era di perdere quella dimensione che si creava in una piazza molto frequentata. «Il mercato in zona universitaria era un momento di grande aggregazione e questo aveva anche i suoi benefici economici. Quando sono iniziato i lavori al teatro Comunale ci siamo trasferiti qui, ma è una sede provvisoria, aspettiamo di tornare».

Il mercato del lunedì il piazza Verdi (foto concessa dall'associazione Campi Aperti)