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Una manifestazione operaia alla ex-Saga Coffee (foto Ansa)

 

Per Gaggio Tech, l’azienda nata dopo mesi di mobilitazioni e scioperi sulle ceneri della Saga Coffe e oggi a rischio chiusura, c’è ancora una speranza. A gettare l’ancora per l’impesa dell’appennino bolognese è Sonia Bonfiglioli, presidente di Confindustria e titolare della Bonfiglioli Riduttori, che ha accolto l’appello dei lavoratori e lunedì sarà in visita allo stabilimento di Gaggio Montano. Insieme a lei, per salvare le sorti di un’azienda che per 100 giorni è stata al centro di proteste e ha catalizzato l’attenzione locale e nazionale, ci sarà anche il vicepresidente regionale Vincenzo Colla, con delega a Sviluppo economico e green economy. Una risposta istituzionale di fronte a una crisi profonda che in realtà attraversa tutta l’area dell’Appennino. «Da anni ripeto che la soluzione al tema industriale, che riguarda la Gaggio Tech e tutte le aree di montagna del nostro territorio, può in effetti venire solo dall’imprenditoria bolognese», spiega Primo Sacchetti, segretario organizzativo della Fiom-Cgil Emilia-Romagna. Il sindacalista, che nel 2021 ha seguito il presidio di tre mesi delle operaie Saga Coffee e da quell’esperienza ha scritto il libro “La scalata dell’Everest in ciabatte”, è ottimista per l’incontro di lunedì. «La Regione ha accolto l’appello e ha organizzato la visita con Bonfiglioli, che avrà un ruolo di rappresentanza politica – continua Sacchetti –. In quanto presidente di Confindustria Emilia, proverà a coinvolgere un gruppo di imprenditori per trovare una soluzione al tema montagna, a partire dalla Gaggio Tech». Un accordo però che serva, sottolinea Sacchetti, non a un nuovo progetto industriale, ma a dare continuità e lavoro alle persone già in azienda. Oggi anche il sindaco Matteo Lepore ha commentato l’offerta di Bonfiglioli: «È una disponibilità molto importante, ringrazio la presidente di Confindustria – ha detto il primo cittadino –. La manifattura e la produzione in Appennino rimangono una priorità e sarà al centro anche del nostro piano strategico metropolitano». 

 

La crisi della Gaggio Tech risale al maggio 2025, quando il socio di maggioranza Alessandro Triulzi decide di mettere in liquidazione l’azienda di Gaggio Montano, che precedentemente aveva rilevato 130 dei 220 lavoratori dell’ex Saga Coffee. Di questi 130, ad oggi, 90 sono in cassa integrazione e i restanti 40 lavorano per conto di Minifaber, azienda di produzione di lamiere di Raffaele Melocchi, il socio di minoranza dell’azienda. L’intervento di Confindustria, lo zoccolo duro del sistema economico bolognese, potrebbe dare una svolta alla produzione di Minifaber, garantendo nuove commesse in modo da riassorbire più lavoratori possibili di quei 90 rimasti senza lavoro. 

Per chi ha sollevato dubbi in merito alla crisi interna che a sua volta sta affrontando la società Bonfiglioli Riduttori, Sacchetti chiarisce: «La visita di lunedì non ha niente a che vedere con i circa 60 licenziamenti Bcube. La presidente di Confindustria è stata sollecitata dalla Regione in quanto rappresentante delle imprese, per dare un contributo. Quello che succede in casa Bonfiglioli, non c'entra niente».

 

 

 

Primo Sacchetti (foto concessa dall'intervistato)