La mostra

Alcuni visitatori entrati alla mostra con il biglietto sospeso ((foto Carisbo)

 

Sono stati poco più di 18.400 i visitatori che fra il 14 novembre scorso e il 15 febbraio hanno visitato palazzo Fava per la mostra “Michelangelo e Bologna”. Il percorso espositivo promosso da fondazione Carisbo e allestito da Opera laboratori ha festeggiato i 550 anni dalla nascita del genio di Caprese, raccontando le sue esperienze giovanili sotto le due Torri.

La Madonna della Scala, una delle opere esposte e tra le primissime michelangiolesche, ora tornerà da Palazzo Fava a Casa Buonarroti a Firenze. Quello che rimarrà a Bologna è invece l’itinerario permanente dedicato ai luoghi che segnarono la presenza e la formazione di Michelangelo, realizzato grazie alla collaborazione con Bologna Welcome. Ha avuto successo anche l’iniziativa del “biglietto sospeso” organizzata in collaborazione con Asp Città di Bologna. Ai visitatori è stata data la possibilità di donare un ingresso alla mostra a uno sconosciuto acquistando un biglietto in più da lasciare in cassa. È stato così possibile offrire un percorso guidato, con un’adeguata mediazione culturale e linguistica, a 60 persone tra minori stranieri non accompagnati, famiglie coinvolte nel progetto Vesta per l’integrazione e richiedenti asilo accompagnati da organizzazioni di terzo settore operanti sul territorio.

È già arrivato anche l’annuncio della prossima esposizione che riempirà le sale di Palazzo Fava. Dal 27 marzo sarà aperta “Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983-2005”, allestimento che racconterà le origini e lo sviluppo dell’immaginario di uno degli street artist più celebri del mondo, inserendolo nel contesto culturale e artistico in cui si è formato. La “Scuola di Bristol”, un nucleo di artisti e protagonisti della scena locale tra cui Robert Del Naja, Tom “Inkie” Bingle, Felix “Flx” Braun, Kyron “Soker” Thomas e Nick Walker, sarà ricostruita attraverso trecento tra opere, documenti originali e materiali d’archivio. «L’arte contemporanea torna a palazzo Fava, dopo le mostre dedicate ad Ai Weiwei e Louise Nevelson, con un importante progetto che fa da ulteriore tassello nel percorso di apertura e dialogo tra i maestri del passato e le espressioni più significative della contemporaneità», ha commentato il presidente di Opera laboratori Beppe Costa.