tradizioni
Festeggiamenti di Capodanno per le strade di Pechino (foto di Ansa)
È arrivato il nuovo anno anche per la comunità cinese che abita a Bologna; solo in città gli abitanti sono 4.122 e risiedono principalmente tra la Bolognina e il Navile. Sotto ai portici, sulle tavole dei ristoranti asiatici, e nei teatri si diffonde un’aria di festa, destinata a durare fino al 3 marzo, ma è nelle case private che si consumano preghiere, banchetti e aspettative per onorare l’avvento del Cavallo di Fuoco. Il segno zodiacale annuncia un periodo di profondo cambiamento e rigenerazione; invita a mettere in pratica saggezza e strategia che hanno avuto modo di sedimentare durante l’anno passato, quello del Serpente.
A partire da oggi (17 febbraio), Bologna diventa palcoscenico delle celebrazioni. Da Palazzo Re Enzo, in piazza del Nettuno, fino a piazza Maggiore, la comunità organizzerà eventi e percorsi tematici (domani dalle 20 fino a notte inoltrata).
Numerose le iniziative, tra cui un concerto a Teatro Mazzacorati, in via Toscana, che vedrà esibirsi, alle 17, un gruppo di cantanti musicisti cinesi iscritti al Conservatorio G.B. Martini. Domani sera, alle 21, il Teatro Duse presterà il proprio palcoscenico alla “Beijing Academy Chinese Dance Company” per celebrare la storia millenaria del Paese asiatico.
Imprescindibile (per i golosi) l’appuntamento culinario nei tanti ristoranti e bistrot cinesi per assaggiare alcuni dei piatti della tradizione con menù studiati ad hoc. Tanto per dirne qualcuno: Bao Bros in via Nazario Sauro, Jiaozi, in via San Felice che – con una spesa minima di 25 euro – regalerà ai suoi ospiti uno dei simboli della tradizione cinese, l’hóngbāo “busta rossa”, dove di solito vengono riposti doni pecuniari per augurare prosperità e buon auspicio.
Ma in Cina il Capodanno non è stato sempre accolto con gioia. Secondo credenze popolari, esisteva una creatura mostruosa, Nián, che sopraggiungeva alla fine dell’inverno per devastare interi villaggi finché un anziano mendicante promise che sarebbe riuscito a metterlo in fuga. Addobbò di rosso la casa dove trovò ospitalità, fece esplodere sostanze simili ai più noti petardi e rimase sveglio ad aspettarlo. Nián non poté che fuggire, spaventato, per non tornare mai più. Ecco perché le felicitazioni per l’anno nuovo sono espresse anche con Guò Nián, letteralmente “sopravvivere al mostro”.
Da quel momento è usanza addobbare le strade cittadine con lanterne, attendere la mezzanotte con un lauto pasto a base di gyoza, ravioli al vapore, che testimoniano prosperità e ricchezza. E altresì vestirsi di rosso. Vedremo così Bologna, anche detta “La Rossa”, tingersi del colore che spaventò tanto Nián.
Assicuratevi di fare una scorpacciata di gyoza, senza dimenticare di assaggiare il ramen (brodo) a base di lamian, sottili spaghetti cinesi (Si possono provare da Akito, in via Ranzani, da Bon Ramen, in via Riva di Reno, e al Bar Ramen di via Marconi). La tradizione ricorda che maggiore è la loro lunghezza, maggiore è la fortuna di chi li mangia.